17 Marzo 2016

I vandali della Barcaccia ora rischiano l’ impunità

I vandali della Barcaccia ora rischiano l’ impunità
chiesta l’
archiviazione per i 44 tifosi del feyenoord che devastarono la fontana
il pm: «sono stati condannati in olanda». il codacons: «non c’ è stato
risarcimento»

IL CASO Non si sa chi pagherà e neppure quando. Diventa sempre più incerto l’ iter che dovrebbe portare al risarcimento dei danni causati dai tifosi del Feyenoord nei disordini che precedettero la partita con la Roma il 19 febbraio 2015. A piazza di Spagna, tra lancio di bottiglie e di bombe carta, ci fu l’ inferno e le ferite più gravi le subì la fontana della Barcaccia. Ma ora la Procura di Roma, rappresentata dal pm Eugenio Albamonte, ha deciso di chiedere l’ archiviazione del procedimento per danni contro quarantaquattro teppisti perché i vandali dal punto di vista penale sono già stati condannati in Olanda: in base al principio del “ne bis in idem” non possono essere processati per gli stessi reati in un altro Paese. Solo che la decisione delle autorità di Amsterdam al momento non prevederebbe alcun indennizzo e quindi servirà un’ altra azione legale per sperare che qualcuno alla fine paghi sul serio. LE RIPARAZIONI Le ferite alla Barcaccia furono riparate quasi subito anche grazie all’ intervento di alcune aziende olandesi. La Sovrintendenza spese 75 mila euro. Ma alla fine i teppisti del Feyenoord a livello personale potrebbero farla franca. Eppure le devastazioni, non solo quelle alla fontana (c’ erano anche gli autobus e le auto della polizia municipale), furono quantificate in un milione e 700 mila euro. La beffa viene denunciata dal Codacons, che è parte civile nel processo contro i vandali olandesi nel procedimento pe resistenza a pubblico ufficiale. «Ci opponiamo alla richiesta di archiviazione da parte della Procura e chiederemo al Gip del Tribunale che vengano proseguite le indagini – dice l’ associazione di consumatori – È inaccettabile che i danni alla storica fontana del Bernini restino senza un colpevole. Non avviando un processo anche in Italia sarà impossibile per la città ottenere il giusto risarcimento. Per questo ci batteremo affinché i responsabili dei danni a Roma e ai suoi cittadini vengano perseguiti e paghino per i reati commessi». L’ AMBASCIATA Un processo in Italia si sarebbe concluso quasi automaticamente con la condanna a pagare i danni. «In effetti nella sentenza olandese – ammettono all’ ambasciata di Amsterdam a Roma – non si parla di risarcimenti. Alcuni teppisti sono stati mandati ai servizi sociali, uno di loro in carcere. Le accuse vanno dai disordini in pubblico, alla resistenza a pubblico ufficiale alle molestie. Dai filmati per ora non è stato possibile stabilire materialmente chi lanciò gli oggetti contro la fontana. Tuttavia in un giudizio successivo, a livello civile, le autorità italiane potranno chiedere l’ indennizzo. Certo servirà un nuovo processo». L’ avvocatura comunale, secondo il I Municipio, nel cui territorio rientra piazza di Spagna, sta preparando un’ azione legale in questo senso. Ma i tempi ovviamente si prospettano lunghissimi e l’ esito diventa un’ incognita. «Quello che chiediamo – aggiunge il Codacons – è che prima di archiviare l’ inchiesta per il principio del ne bis in idem ci si renda conto di come stanno le cose in Olanda. La Procura si faccia mandare tutti gli atti del procedimento. Secondo noi si prospetta l’ ipotesi che nessuno dei teppisti paghi un euro e allora la cosa più ragionevole è continuare a indagare da noi per ottenere giustizia. Se nel processo olandese non si fa alcuna menzione dei danni, bisogna andare avanti da noi». GIORNATA CAMPALE Il 19 febbraio del 2015, per piazza di Spagna e per il Centro, fu una giornata campale. Centinaia di hooligans del Feyenoord fronteggiarono ripetutamente la polizia. Gli oggetti scagliati contro la fontana hanno provocato ferite incancellabili. Le riparazioni decise dalla Sovrintendenza hanno riguardato i danni più evidenti. Nessuno a occhio nota più nulla. Ma alcune microfratture nella pietra non potranno mai più essere cancellate. «Poi ci sono le altre devastazioni materiali quantificate all’ epoca dei fatti – insiste il Codacons – Centomila euro di danni agli autobus, quarantamila ai cassonetti dell’ Ama, diciottomila euro alle autovetture della polizia municipale. Per questo chiediamo che il procedimento vada avanti qui da noi». Luca Lippera © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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