19 Agosto 2013

I turisti tornano a malincuore e qualcuno continua a partire

I turisti tornano a malincuore e qualcuno continua a partire

• ROMA A Fiumicino sette turisti non hanno voluto saperne di rinunciare alle vacanze nel Mar Rosso. Si sono impuntati con gli impiegati del check in che li informavano dello «sconsiglio» del Ministero degli Esteri. «La vacanza l’ abbiamo pagata, non c’ è guerra che tenga», hanno insistito. Irremovibili. Tanto che agli increduli impiegati non è rimasto che consegnar loro le carte d’ imbarco.«Eppure chi non parte non perde nulla, verrà tutto rimborsato», spiega Marco Carrafelli della Carrafelli Bros, società che assiste una ventina di tour operator al Leonardo da Vinci. «In 48 ore abbiamo già perduto il 55% del traffico, lavoro che vola via. La situazione è difficile. I charter continuano a decollare vuoti per riportare a casa gli italiani che stanno terminando le vacanze nei villaggi turistici e negli alberghi di Sharm El Sheik, Marsa Alam, Hurghada e Marsa Matrouh». L’ operazione rientro sarebbe dovuta terminare martedì ma pare si stiano approntando a Fiumicino voli speciali per mercoledì e venerdì perché c’ è chi in quei giorni terminerà le vacanze egiziane e non vuol saperne, come gli ostinati al check in, di perdere neppure un’ ora del viaggio inAfrica. «Perché dovevamo tornar prima?Abbiamo pagato», sottolineano per chi non l’ avesse ancora capito i passeggeri atterrati ieri con il volo di Blue Panorama da Marsa Matrouh. «Nel villaggio siamo stati benissimo: mare, sole e riposo». «Ho fatto immersioni tutto il tempo, non so nulla di quello che è accaduto», taglia corto un attempato sommozzatore.«Certo in televisione abbiamo visto gli scontri tra polizia e manifestanti a Il Cairo ma dai noi era tutto tranquillo», aggiunge un giovanotto coi capelli a spazzola e t-shirt rosso fuoco. «Gli ultimi due giorni- racconta un gruppetto di studenti universitari di Ostia – hanno cancellato le escursioni ma tra il mare, le piscine egli spettacoli ci siamo divertiti da pazzi lo stesso». Incoscienti?Chissà!Sorridono mentre ritirano le valigie al terminal 3. C’ è pure chi giura che in Egitto riandrebbbe subito. «Siamo stati troppo bene», aggiunge una brunetta semi sommersa sotto uno zaino gigantesco.«Questa è la spiaggia, erapienissima», mostra la foto -ricordo una coppia di Tivoli. «Siamo pue andati avisitare il sacrario italiano di ElAlamein. Tutto tranquillo. Strade libere, niente di quello che diceva la tv. Soltanto turisti in giro». Solo una ragazza si lascia sfuggire un commento più appropriato ai tragici eventi che l’ Egitto sta vivendo: «Stare in vacanza mentre a qualche chilometro c’ è chi muore non è proprio una vacanza. Sono stata in ansia tutto il tempo». Una mosca bianca, almeno nello scalo romano. Ieri all’ ora di pranzo a Roma erano già tornati in seicento. Con due voli di Blue Panorama arrivati da Marsa Matrouh e da Marsa Alam, uno della Mistralair da Sharm el Sheike uno della Livingston da MarsaAlam. Da Il Cairo sono poi sbarcati altri 150 viaggiatori conAlitalia. Pochissimi gli italiani, volti cupi, nessuna voglia di parlare; tantissimi gli egiziani. In serata altri cinque i charter (tre da Sharm e due da Hurghada), e tre i voli di linea (da Il Cairo) che hanno riportato a casa i vacanzieri. Una decina i jet atterrati a Verona, Bologna, Napoli, Catania e Malpensa. Nello scalo bergamasco di Orio al Serio s’ è ripetutala scena che Fiumicino aveva già vissuto in mattinata. Ventisei ostinatissimi passeggeri non hanno voluto sentir ragioni. E dopo un acceso battibecco con gli addetti all’ imbarco, sono partiti per Marsa Alam. L’ Egitto è sull’ orlo della guerra civile, l’ Unione europea pensa a sanzioni per cercare di frenare l’ escalation di violenza ma al Mar Rosso non si rinuncia. Fiavet e Astoi, le associazioni che rappresentano le agenzie di viaggio egli operatori turistici, sono tornate a rassicurare gli irriducibili: «Chi non parte verrà rimborsato oppure, selo desidera, potrà ottenere in cambio una vacanza in un’ altra località balneare. Nell’ ipotesi in cui non si riesca a trovare un accordo sulla proposta sostitutiva, i tour operator saranno tenuti a restituire l’ importo del pacchetto turistico». «Nessuno perderà nulla le nostre imprese sono assicurate per l’ annullamento del viaggio – ricorda Fortunato Giovannoni, presidente di Fiavet – Le assicurazioni pagheranno tutto». Vista la continua evoluzione degli avvenimenti, secondo la Federazione italiana agenti viaggio, «non è da escludersi che una eventuale e auspicabile stabilizzazione della situazione politica comporti il ripristino della normalità e mantenga di conseguenzalavalidità dei pacchetti turistici per chi partirà nelle prossime settimana». Fiavet, in coordinamento con gli altri organismi di settore e di concerto con l’ Unità di Crisi della Farnesina, «assicurerà il massimo sostegno ai turisti italiani». Intanto il Codacons lancia una class action contro lo Stato Italiano «peri gravissimi disagi subiti dainostri connazionali in vacanza in questi giorni in Egitto». «Sul sito Internet www.codacons.it è disponibile il fac-simile della raccomandata che i turisti devono inviare entro 10 giorni dal ritorno per ottenere i dovuti indennizzi», spiega il presidente Carlo Rienzi. «Attraverso il sito è inoltre possibile aderire all’ azione collettiva finalizzata a chiedere alla Farnesina fino a cinquemila euro di risarcimento a persona per i danni da vacanza rovinata. I ritardi del Ministero degli esteri nell’ inserire l’ Egitto tra le mete sconsigliate hanno prodotto una situazione catastrofica: da un lato 19mila italiani bloccati nei resort e negli alberghi egiziani, dall’ altro migliaia di turisti in Italia che non sono potuti partire e stanno incontrando enormi difficoltà nel riuscire a trovare mete alternative dove trascorrere le vacanze».«La giurisprudenza italiana, fino in Corte di Cassazione, ha riconosciuto l’ esistenza del danno da vacanza rovinata», sottolinea Rienzi. «Si determina quando lo scopo stesso della vacanza, ossia lo svago e il divertimento, viene meno a causa di svariati fattori, compresa la paura per una situazione di pericolo».
 

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