9 Settembre 2018

I treni vanno in tilt per 150 metri senza elettricità

i disagi di venerdì per un blackout sulla linea dell’ alta velocità e ieri il bis alla stazione di torino con ritardi fino a 70 minuti
Roberto Giovannini / Roma Centocinquanta metri senza elettricità. E una gestione approssimativa dell’ emergenza. Tanto basta per mandare in tilt l’ Italia dei treni. È successo venerdì nel primo pomeriggio, quando un Frecciarossa 1000 diretto a Firenze si è fermato alle porte di Roma, tra Capena e Settebagni. Un tratto di 150 metri era rimasto senza corrente elettrica. Ferrovie dello Stato Italiane ha aperto un’ indagine per capirne i motivi. Anche perché, su quella linea, ci sono controlli notturni quotidiani e ogni due settimane viene fatto passare un treno speciale per le verifiche. Non erano stati rilevati problemi particolari. Ma il blackout c’ è stato. E l’ intero sistema ferroviario nazionale ha cominciato a collassare. A complicare le cose, come detto, la gestione dell’ emergenza. Un locomotore diesel è stato inviato da Roma Termine per «spingere» il treno fermo, ma il convoglio ad Alta velocità si è rivelato troppo pesante e si dovuto mandare un altro treno sul binario ancora efficiente della linea per trasbordare i passeggeri. Si sono perse ore. I convogli sono stati indirizzata sulla linea «lenta» via Terontola tra Roma e Firenze, ma le code nelle partenze e negli arrivi si sono moltiplicate. È stata un’ odissea, specie nella stazione di Roma Termini, con ritardi fino a 4-5 ore. Un disastro dei trasporti in cui, ammettono le stesse Fs, non ha funzionato nemmeno il sistema di informazione ai passeggeri.Il sabato nero dei viaggiatoriSe non bastasse ieri si è replicato, con un altro giorno di disagi per chi viaggiava in treno. Qualcosa, a dire il vero, era previsto: quando ci sono grossi ritardi – come è successo venerdì – le procedure comportano l’ allungamento delle pause e dei riposi per far recuperare sonno e forze al personale coinvolto. Nessuno si attendeva un nuovo grosso guasto a Torino Porta Nuova, con la linea elettrica di alimentazione dei treni che si è interrotta dalle 6 alle 8 circa provocando ritardi medi di 70 minuti, con punte fino a 120 minuti, per 8 treni alta velocità e 15 regionali e la cancellazione di 4 treni di quest’ ultima tipologia. In più, sempre ieri mattina tre Frecce si sono bloccate temporaneamente sempre poco a nord di Roma. A mezzogiorno un altro treno di Italo si è guastato, fermandosi per tre ore in aperta campagna stavolta a Sud di Roma, tra Anagni e Labico. Un nuovo inconveniente che ha causato ritardi medi di 60 minuti per 24 convogli, con punte fino a 180 minuti. La versione della società FS Italiane, la società pubblica che controlla sia Trenitalia che Rete Ferroviaria Italiana (l’ azienda che gestisce materialmente le infrastrutture e le linee ferroviarie su cui transitano i convogli di Trenitalia, Italo e di altri operatori) in un comunicato oltre a fare il bilancio dei problemi verificatisi ha chiesto scusa e varato una serie di rimborsi straordinari. Ed è stata avviata un’ indagine interna per capire in dettaglio le cause dei guasti e promesso che il sistema informativo in caso di disagi simili verrà adeguato. I rimborsi e la class actionCerto è che le proteste degli utenti sono state fortissime. Per cercare di placarle, l’ azienda ha annunciato che i viaggiatori coinvolti potranno ottenere gli indennizzi dovuti già da oggi, e che le procedure per i rimborsi saranno migliorate, accelerate e forzate rispetto alle norme vigenti.Per chi ha avuto un ritardo superiore ai 180 minuti il rimborso previsto è integrale (il 50% se il ritardo è pari o superiore ai 120 minuti), misura non contemplata – osserva ancora Trenitalia – dai regolamenti comunitari. I passeggeri colpiti dai rallentamenti «monstre» si devono rivolgere alle biglietterie e ai Freccia Club di Trenitalia o richiedere l’ accredito online su trenitalia.com, dove è possibile trovare le informazioni sulle modalità di rimborso. Queste misure riparatorie non soddisfano il Codacons, che è pronto ad azioni giudiziarie contro le società ferroviarie «per i gravissimi disagi sul fronte dell’ Alta velocità che hanno paralizzato la circolazione». L’ associazione dei consumatori chiede «oltre ai rimborsi e degli indennizzi per i danni subiti».– BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.
roberto giovannini

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