18 Agosto 2013

I tour operator bloccano le partenze Aerei in volo per portare tutti a casa

I tour operator bloccano le partenze Aerei in volo per portare tutti a casa

ROMA L’ Egitto sull’ orlo della guerra civile ha fatto crollare definitivamente le speranze dichi si augurava che la situazione, nonostante gli scontri e il sangue degli ultimi giorni, sarebbe tornata in breve sotto controllo. Dopo che la Farnesina ha «sconsigliato» di fare viaggi in tutto il Paese, la gran parte dei tour operator ha bloccato tutte le partenze. I collegamenti aerei per l’ Egitto continuano ad essere regolari; in particolare i voli per El Alamein, Sharm El Sheikh, Marsa Matrouh e Marsa Alam, voli che però decollano vuoti per andare a riprendere i nostri connazionali che si trovano nel Paese. Oltre a causare un forte danno agli operatori – il numero uno di Astoi Confindustria Viaggi Nardo Filippetti parla di una perdita di 40 milioni se la crisi egiziana si chiuderà nelle prossime 2-3 settimanelo stop verso l’ Egitto nel pieno della stagione estiva ha in qualche caso provocato caos e disservizi. A Napoli Antonio Esposito, titolare dell’ agenzia Italicantour Viaggi e Vacanze, ha raccontato come ieri mattina circa 200 persone che dovevano partire in giornata si siano riversate nella sua agenzia di viaggi (che non ha volontariamente venduto viaggi per l’ Egitto da tre mesi a questa parte) chiedendo assistenza e informazioni. «Siamo delusi, amareggiati, la nostra vacanza a questo punto salta», lamenta un piccolo gruppo di romani che ieri mattina si sono presentati all’ aeroporto di Fiumicino sperando di partire comunque. «Siamo venuti lo stesso in aeroporto per cercare di partire verso un’ altra localitàracconta invece a Malpensa un uomo che aveva prenotato una settimana di vacanza a Marsa Alam insieme alla compagna -. Ma quelle del nostro tour operator sono al completo e le altre costano troppo. Io sarei partito lo stesso». Gli operatori turistici, dal canto loro, lamentano la mancanza di una legislazione adeguata per casi simili. «Basterebbe che ad ogni italiano in partenza in aereo all’ estero fossero chiesti 50 centesimi, si otterrebbero 50 milioni in due anni -spiega Filippetti -, invece in Italia non c’ è una legge che tuteli i tour operator. Noi compriamo un servizio perché il cliente ce lo chiede, ma poi se nella zona in cui il cliente dove andare si abbatte un uragano o scoppia una guerra e lui non vuole più partire, il danno è tutto sulle nostre spalle. Ad oggi non ci sono assicurazioni che coprono da questo tipo d’ imprevisti. Servirebbe un Fondo di garanzia, che in passato esisteva, ma le cui risorse sono state spesso utilizzate per altri scopi». Negli ultimi 10 anni ben 50 tour operator italiani hanno chiuso a causa della crisi economica, ma anche delle guerre, degli uragani, degli tsunami che hanno costretto gli operatori a modificare la «geografia» delle vacanze per i loro clienti. «La stessa Farnesina – conclude Filippetti, riferendosi al caso Egitto -non è in grado di riportare a casa tutti gli italiani che si trovano nel Paese. Possiamo farlo noi, che abbiamo mezzi ed esperienza, ma il costo non può ricadere tutto sulle nostre spalle: lo Statoci sostenga con deroghe sulle tasse o con un Fondo di garanzia». Intanto il Codacons annuncia un’ azione collettiva in favore degli italiani – circa 20mila – rimasti bloccati in questi giorni all’ interno di resort egiziani. «I ritardi del ministero degli Esteri nell’ inserire l’ Egitto tra le destinazioni sconsigliate sono gravissimi e ingiustificati, perché hanno spinto migliaia di persone a recarsi nel Paese, per trovarsi ora reclusi all’ interno di villaggi e hotel – afferma il Codacons -. Stiamo perciò predisponendo un ricorso collettivo al Tar del Lazio contro la Farnesina, per far ottenere rimborsi e risarcimenti ai turisti italiani che hanno visto rovinata la propria villeggiatura».

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