10 Novembre 2019

I timori di una progressiva desertificazione

 

La paventata chiusura del bar Imperiale sembra aver fatto scattare la mo-la della solidarietà, seppur di una soli-darietà critica che lascia pochi marginiagli sconti. Per salvare lo storico Caffè di corso Mazzini il Codacons e Il Pun-golo per Catanzaro sono scesi in cam-po senza pensarci due volte. Sì, perchéla possibile chiusura dell’Imperiale èsoltanto l’ultimo effetto di una deser-tificazione del capoluogo che il Coda-cons vuole evitare coinvolgendo i cit-tadini e raccogliendo le firme per met-tere i problemi sul tavolo e chiedere alsindaco, Sergio Abramo, un incontroutile «a trovare una soluzione al pro-gressivo spopolamento».L’associazione consumatoriavvia una raccolta firmeda presentare al sindacoCritiche da Codacons e Il PungoloI timori di una progressiva desertificazioneNon c’è tempoda perdereo il cuoredella cittàcesserà di battereFrancesco PitaroPalazzo De Nobilifa sapere che ci sarebberodelle offerte economicheper rilevarelo storico caffèUn dato di fatto dal quale sembrapartire anche l’associazione Il Pungo-lo. «La chiusura dello storico bar Impe-riale è la prova provata –sono le paroledurissime del presidente FrancescoPitaro –che il centro storico non va eche, a oggi, nulla è stato di fatto di serioper rilanciare il cuore della città mor-tificato dalla perdita di uffici e, di fatto,spopolato». Pitaro tira in ballo anche ildecadimento di Galleria Mancuso esentenzia: «Non c’è più tempo da per-dere. Senza un intervento tempestivoil centro è destinato, purtroppo, a spe-gnersi definitivamente».L’amministrazione comunale fini-sce, dunque, nel mirino di chi credeche anche la politica abbia le sue colpese il bar Imperiale rischia di chiudere.La lettura da dare a una vicenda piom-bata sul capoluogo come un fulmine,pur se non proprio a ciel sereno, però, èduplice perché il dispiacere è biparti-san, ma i catanzaresi questa volta pre-feriscono essere schietti e non sono ra-ri coloro che si scagliano contro il man-cato ammodernamento di alcuni lo-cali perché – come fa notare qualcuno -«la crisi è un alibi credibile per nascon-dere la totale incapacità di fare marke-ting e stare al passo con i tempi». In so-stanza, i catanzaresi se la prendonocon il “tirare a campare”e pretendonomigliorie anche dai “locali storici”.

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