I tempi lunghi della salute
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fonte:
- Il Resto del Carlino
«La situazione è quella che è: anch`io devo fare un`ecografia. Ho presentato la richiesta del medico nel mese di marzo, ma per fare l`esame devo aspettare fino alla metà di giugno». E allora non resta che aspettare. Perché a pronunciare la frase in questione, è niente meno che la responsabile del Tribunale per i Diritti del malato, sezione di Forlì, Maria Teresa Bargossi. «La gente ormai si è abituata ai tempi lunghi ? dice la responsabile ?, per non dire che si è rassegnata, tanto che in questi casi non si rivolgono più a noi». Alla fine di maggio sarà comunque disponibile anche il monitoraggio che il Tribunale annualmente realizza proprio sul tema dei tempi di attesa. «La questione va affrontata sotto diversi punti di vista ? dice la Bargossi ?: innanzitutto sarebbe necessario aumentare il personale ospedaliero e incrementare anche le strumentazioni e i mezzi a disposizione dei medici. Fermo restando che certi esami, come la Tac, le ecografie e le risonanze magnetiche, non possono superare un certo numero giornaliero».
Ma c`è chi mette a fuoco anche il ruolo del medico di base, in quanto filtro tra il paziente e lo specialista. E` Sandra Morelli, responsabile del Codacons. «E` vero che i tempi di attesa per le prestazioni mediche spesso sono lunghi ? afferma la Morelli ?, ma è anche vero che in molti casi vengono prescritti esami che non sempre sono indispensabili e urgenti. E così può anche accadere che negli archivi degli ospedali restino in giacenza per anni e anni referti di esami che la gente non va nemmeno a ritirare. Andrebbe rivisto l`intero meccanismo delle prescrizioni, per evitare inutili spese e perdite di tempo, a discapito di chi ha veramente bisogno».
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