22 Settembre 2016

«I tecnici rapiti avevano la scorta»

«I tecnici rapiti avevano la scorta»il citt

«Nessuna persona operante con la nostra società è stata rapita negli anni scorsi e neppure risulta che altri operatori nella regione di Ghat siano stati rapiti o abbiano avuto seri problemi legati alla sicurezza». A sottolinearlo è stata una nota della direzione della “Con.i.Cos.” di Mondovì (Cuneo), in relazione ai due tecnici italiani, Danilo Calonego e Bruno Cacace, e un loro collega canadese, rapiti due giorni fa nella zona di Ghat. «La regione del Fezzan in oggetto, nel sud ovest libico, pur nel delicato contesto creatosi post-2011, è sempre stata un’ area sicura, senza fatti di rilievo – ha spiegato l’ azienda piemontese -. Prova ne è che la Conicos Spa ha potuto continuare con l’ operatività delle commesse in corso, pur adottando le cautele del caso, fino alla consegna finale dei lavori dell’ aeroporto prevista appunto per il 19 settembre scorso». Tra le varie misure , come spiegato dall’ azienda, ci sono servizi di guardie armate che presidiano i campi base e i cantieri: «Contrariamente a quanto riferito dai media non è mai stata revocata la scorta armata al personale che lavora all’ aeroporto di Ghat». Agli operatori, anzi, «erano stati messi a disposizione, 3 autisti armati e 4 militari governativi armati (due per turno), da utilizzare, a loro discrezione, in base alle esigenze di cantiere, ed in base agli spostamenti da effettuare sul territorio». Ieri il sindaco di Ghat, Komani Muhammad Saleh, ha spiegato che «il Consiglio municipale nutre sospetti su alcune persone che potrebbero celarsi dietro il rapimento dei tre tecnici stranieri» ed escludendo responsabilità di gruppi di terroristi come Al-Qaeda e l’ Isis. La Conicos ha poi spiegato che il giorno del rapimento, Cacace e Calonego, per il trasferimento dal campo al cantiere «hanno portato con sé un solo autista armato che, vista la situazione, non ha reagito onde evitare il peggio». Infine la precisazione dell’ azienda piemontese secondo cui «tutta l’ area operativa è confinata da appositi checkpoint di polizia». Per i trasferimenti di lungo raggio, la Conicos avrebbe sempre adottato voli diretti, evitando 1500 chilometri potenzialmente pericolosi. L’ associazione dei consumatori Codacons ha comunque presentato un esposto alle Procure di Roma e Cuneo, chiedendo di porre sotto sequestro i beni dell’ azienda chiedendo di aprire un’ indagine sull’ azienda per «concorso in sequestro e violazione delle norme sulla sicurezza sul lavoro».

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