15 Giugno 2018

«I tarantini hanno diritto di respirare aria pulita»

di maio: le decisioni saranno prese con massima responsabilità
«I cittadini di Taranto hanno il diritto di respirare un’ aria pulita». Il vicepremier e ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico, Luigi Di Maio è tornato a parlare della vicenda Ilva in una intervista radiofonica, assicurando che «tutte le decisioni saranno prese col massimo della responsabilità. Ho già avuto un incontro coni commissari straordinari e nei prossimi giorni procederò con altri incontri con i sindacati, il sindaco di Taranto, il prefetto, le associazioni che rivendicano il diritto alla salute, incontrerò il Codacons e tutte quelle parti che fanno parte di questa vertenza». Di Maio non si sbilancia e resta ancora a livello di enunciazioni quanto indicato nel contratto di governo per la questione Ilva, una «riconversione economica» con progressiva chiusura delle fonti inquinanti, green economy e rinnovabili. E Di Maio prende ancora tempo. Mentre Beppe Grillo nei giorni scorsi ha affermato che «nessuno ha pensato di chiuderla» ma l’ Ilva può essere riconvertita «usando circa 2,2 miliardi di euro che sono stati immessi in un fondo quando l’ Europa si chiamava Ceca delle imprese del carbone e acciaio». La trattativa sindacale è interrotta e si fa largo l’ ipotesi di una proroga della gestione commissariale per ulteriori 90 giorni (non più dunque la scadenza del 30 giugno). Per il segretario generale della Fim Cisl di Taranto, Valerio D’ Alò, «non ci sarà nulla da gioire viste le innumerevoli segnalazioni delle organizzazioni sindacali su quanto di lacunoso questa gestione ha portato con sé. Lacune dal punto di vista industriale con una produzione in calo, dal punto di vista gestionale, dato che l’ azienda perde 30 milioni al mese circa e aumento degli sprechi e del proliferare di figure di nuovi gestori o dirigenti». Non «gioirà sicuramente – aggiunge il sindacalista, che è anche lavoratore del Siderurgico – la città dato che è sotto gli occhi di tutti che non sono avanzate, durante questi anni di Amministrazione Straordinaria, le opere di messa a norma degli impianti e le condizioni di sicurezza degli stessi non migliorano per i lavoratori che ci operano». Non saranno «contenti – insiste D’ Alò – i lavoratori dei tubifici e delle aree a freddo che hanno la consapevolezza che senza una pro spettiva industriale, non si potrà vedere il rilancio e la ripartenza degli impianti». Per il segretario della Fim «non gioiranno le aziende d’ appalto che trascinano il peso dei mancati o ritardati pagamenti e i loro lavoratori, ultimi quelli della ditta Lacaita». «Siamo consapevoli – conclude D’ Alò – che al nuovo Governo serve un po’ di tempo per prendere coscienza della complessa vicenda Ilva ma invitiamo il ministro Di Maio a concretizzare gli annunci di invito ai sindacati quanto prima perché possa ripartire subito la trattativa». Ieri, intanto, sui Social circolava un video che documentava l’ allagamento di capannoni. Il segretario nazionale Fim Marco Bentivogli: «piove nei reparti con la 380v e qualcuno vuole prorogare ancora questa situazione? Ministro @luigidimaio sono mesi che denunciamo il degrado di ogni manutenzione, bisogna riprendere negoziato e ambientalizzare e mettere in sicurezza gli impianti! #farepresto». E Luciano Manna di Peacelink: «Piove dentro l’ Ilva di Taranto, dentro i capannoni, si allagano i locali interni, si bagnano quadri e le apparecchiature elettriche. Questo è il reparto Laf pochi minuti fa. Operai sempre più a rischio in una fabbrica che ogni giorno rischia di piangere altri operai vittime dello Stato».

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