I sub nel ventre del mostro Concordia, la ricerca dei dispersi
Cristina Rufini GROSSETO IL RELITTO della Concordia torna prepotentemente protagonista dopo il raddrizzamento. Sia al Giglio che a Grosseto. Nello specchio d’ acqua antistante l’ isola ieri sono iniziati i sopralluoghi subacquei ispettivi dei palombari della Marina Militare. «Prima dobbiamo avere la certezza che la parte immersa sia sicura ? è stato spiegato dal capitano Giovanni Modugno ? poi inizieremo le ricerche dei dispersi». Cominciando dai punti indicati dalla procura. All’ altezza del ponte 4 nella zona di poppa per Russel Rebello e nella zona di prua per Maria Grazia Trecarichi. Al momento che ci saranno sufficienti certezze, sommozzatori e forse anche speleosub entreranno nella pancia della balena alla ricerca dei due dispersi nella speranza di poterli restituire ai familiari. Nelle stesse ore il Tribunale di Grosseto ha concesso il supplemento di perizia chiesto dalla difesa dell’ ex comandante Francesco Schettino e da alcune parti civili capitanate da Codacons. I tre giudici maremmani hanno necessità di maggiore chiarezza su quanto accaduto nel transatlantico. Si tornerà a bordo del relitto. Le zone d’ ombra mostrate dal pool di esperti che ha eseguito la perizia hanno indotto i magistrati a cercare maggiori certezze su quanto avvenuto la notte del 13 gennaio 2012 davanti al Giglio che è costato la vita a 32 persone. Compatibilmente coi tempi e con la sicurezza della nave, un nuovo minipool di 3 periti e 4 ausiliari dovrà rispondere su generatore di emergenza (che è appurato non aver funzionato), ascensori e apparati informatici di plancia, compresi computer di bordo. Approfondimenti che avverranno solo quando sarà possibile «salire a bordo in condizioni di sicurezza sotto i profili di galleggiabilità e di sufficiente svuotamento delle acqua contenuta». Cioè non prima della primavera prossima. Il processo a Schettino non sarà solo formalità per stabilire l’ entità della pena. All’ esultanza della difesa, non mostrata però dall’ ex comandante (cui è stato dissequestrato il passaporto) che al termine dell’ udienza se n’ è andato senza commentare e di Codacons, ha fatto da contraltare la delusione «palpabile» dei magistrati della procura. Altri aiuti a ricostruire il naufragio potrebbero arrivare immagini dalle telecamere che erano sulla nave. Un passaggio per vedere e quanto avvenuto prima e dopo la collisione. Si tornerà in aula il 7 e 8 ottobre con i primi testi: da Giovanni Iaccarino, fino a Manrico Giampedroni e Domnica Cemortan.
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