I sommozzatori hanno trovato un altro cadavere nel relitto della Costa Concordia.
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fonte:
- Il Tempo
I sommozzatori hanno trovato un altro cadavere nel relitto della Costa Concordia. La diciassettesima vittima del naufragio è una donna il cui corpo è stato rinvenuto
sul Ponte 6 della nave incagliata all’ isola del Giglio. La donna è stata trovata senza il giubbotto di salvataggio addosso. Si tratta della 17esima vittima del
naufragio. VENTO FORTE E MARE MOSSO Le condizioni del meteo preocupano le varie strutture impegnate nei soccorsi e nelle operazioni di svuotamento di
carburante dalla Concordia. Oggi il mare mosso con onde alte un metro ha causato lo stop alle operazioni preparatorie al pompaggio di combustibile, tanto che la
nave pontone Meloria è tornata in porto per ragioni di sicurezza. L’ aspirazione vera e propria di combustibile era stata prevista inizialmente per oggi, poi ieri era
stata rimandata a domani, ma a questo punto non è escluso che i lavori slittino a lunedì. Per domani, infatti, viene dato un ulteriore peggioramento delle condizioi
meteo, con mare da mosso a molto mosso, venti forti da sud-est e cielo molto nuvoloso o coperto con rovesci. CISTERNE ANCORA INTATTE “Le operazioni di
recupero carburante riprenderanno non prima di metà della settimana prossima”, ha spiegato Massimiliano Igueira, rappresentante italiano della Smit, società
incaricata dalla Costa. “Il cattivo tempo e l’ aumento del vento hanno portato a una tensione eccessiva per uno dei due cavi di ormeggio ed è stato così deciso di
rientrare”. Il lavori sarebbero dovuti iniziare oggi, spostati poi alla giornata di domani ma il maltempo ha fatto slittare le date delle operazioni. “Sui dati che
abbiamo adesso siamo tranquilli che le cisterne sono intatte”, hanno detto i rappresentanti della Smit su eventuali perdite di carburante. DAL CODACONS CLASS
ACTION IN USA Dopo il disastro il Codacons ha lanciato in collaborazione con i due studi americani Napoli Bern Ripka Shkolnik LLP e Proner e Proner, “un’
azione collettiva a Miami, negli Usa, contro la Costa Crociere e la Carnival, diretta a far ottenere a tutti passeggeri internazionali coinvolti il giusto risarcimento per
tutti i danni subiti”. Ne dà notizia la stessa associazione in una nota. È stato “già iscritto a ruolo, il 27 gennaio 2012, davanti alla Corte di Miami, il primo ricorso
relativo ai primi 6 passeggeri che si sono rivolti al Codacons, con cui si chiedono 460 milioni di dollari di danni”. “Si tratta di un incidente di inaudita gravità –
afferma il Presidente del Codacons, Carlo Rienzi – e si tratta quindi di un tentativo doveroso da parte nostra di ridare dignità alla vita e alla sicurezza delle persone:
tutti coloro che si trovavano a bordo della nave hanno diritto ad essere risarciti non solo per i danni materiali subiti (costo vacanza, beni personali persi o
danneggiati, e ogni eventuale danno fisico), ma anche per quelli morali, come la paura e il terrore subiti, e per il rischio di morire nel naufragio. È inammissibile
che, nonostante le sofisticatissime strumentazioni a bordo di tali navi, installate proprio per evitare scontri e incagliamenti, si verifichino simili incidenti”. “Data la
scarsissima tutela che hanno i diritti nel nostro paese, anche in sede giudiziaria e con transazioni da elemosina – prosegue Rienzi – abbiamo ritenuto giusto
almeno tentare la strada della serietà e della dignità delle persone, che non si possono certo ritenere risarcite da 11.000 euro per un così evidente pericolo di vita
che segnerà tutta la loro esistenza, e la strada della punizione esemplare di comportamenti inammissibili che solo attraverso condanne esemplari potranno
cessare”. LE INDAGINI NON SI FERMERANNO “Le indagini non si fermeranno fino a che non saranno chiariti tutti i profili di responsabilità penale”. Lo ha detto il
procuratore generale presso la corte d’ appello di Firenze, Beniamino Deidda, parlando anche del naufragio della nave Costa Concordia davanti all’ isola del
Giglio (Grosseto) intervenendo all’ inaugurazione dell’ anno giudiziario 2012 a Firenze. “Si tratta di un episodio tragico e gravissimo, che richiede un’ indagine che
si prospetta di grande difficoltà – ha affermato Deidda – Per fortuna essa è affidata a un eccellente gruppo di colleghi della procura di Grosseto che seguono
attentamente ogni sviluppo, e sono pronti ad esplorare fino in fondo tutti gli aspetti relativi a tutte le responsabilità penali”. Il Pg Deidda ha continuato dicendo che
“le indagini e gli accertamenti sono complicati dal fatto che vittime e parti offese appartengono a diversi Paesi, e risiedono talvolta in luoghi lontani. Non è questo
un buon motivo per non cercare fino in fondo la verità. Abbiamo il dovere di cercarla a prescindere dalla provenienza geografica di chi ha perduto la vita nel
naufragio”. “Il procuratore generale – ha concluso – ha il dovere di assicurare all’ opinione pubblica internazionale, giustamente allarmata, che le indagini non si
fermeranno fino a che non saranno chiariti tutti i profili di responsabilità penale”.
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