21 Febbraio 2017

I soldi di Palazzo Chigi al club del sesso gay si dimette il dirigente `

I soldi di Palazzo Chigi al club del sesso gay si dimette il dirigente `

LA POLEMICA ROMA È una storia a luci rosse. Di prostituzione, sesso, festini e scambisti. Di prestazioni a pagamento in un circolo privato. Una storia di vendette tra associazioni rivali. Con tanto di filmati, incursioni delle Iene, immagini osé. Pruriginosa come altre se non fosse che di mezzo c’ è finita la presidenza del Consiglio dei ministri. Sotto accusa è finito Francesco Spano, direttore dell’ Unar, l’ ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali. Convocato ieri pomeriggio in tutta fretta a palazzo Chigi da Maria Elena Boschi, il direttore Spano è stato costretto a dare le dimissioni. Il circolo delle orge gay è associato infatti all’ Anddos, associazione che nell’ ultimo bando ha ottenuto un finanziamento di 55 mila euro (non ancora erogato). Tanto è bastato per scatenare un putiferio e una pioggia di dichiarazioni. Lega, M5S, Fdi, Popolari, Forza Italia hanno alzato il tiro sull’ ex ministro delle Riforme Boschi che ha la delega alle Pari opportunità. Interrogazioni, esposti: un fuoco incrociato, riflettori accesi sulle associazioni che hanno ottenuto i finanziamenti e sulle attività che si svolgono nei circoli: «Il governo finanzia con i soldi pubblici le orge» SOSPESO IN AUTOTUTELA La presidenza del Consiglio in serata ha fatto sapere dal canto suo di aver sospeso in autotutela il finanziamento del bando di assegnazione oggetto dell’ inchiesta giornalistica, sebbene «non si ravvisino violazioni della procedura prevista in accordo con il dottor Spano». In quanto alle dimissioni, il comunicato di palazzo Chigi chiarisce che «vogliono essere un segno di rispetto al ruolo e al lavoro che ha svolto e continua a svolgere l’ Unar». Spano risulterebbe tesserato all’ Anddos – acronimo che sta per Associazione nazionale contro le discriminazioni di orientamento sessuale che ha ottenuto i finanziamenti della presidenza del Consiglio e che conta una settantina di circoli sparsi in 15 regioni. Furibondi anche i Fratelli d’ Italia. Giorgia Meloni, che in passato aveva avuto un duro scontro con l’ Unar, ha chiesto di chiudere «quell’ Ufficio oggi stesso» . VENDETTA E non finisce qui. I Cinquestelle hanno preannunciato una interrogazione parlamentare, idem Forza Italia. il Codacons presenterà un esposto in Procura. Il caso del finanziamento a luci rosse è stato ripreso anche dalla stampa straniera. Ed è fatalmente riverberato sul web. Il portavoce dell’ Unar, Fernando Fracassi è stato minacciato e ha presentato denuncia. L’ Anddos nel frattempo fa sapere di non aver ricevuto finora alcun soldo. Il progetto che si è aggiudicato i fondi è stato presentato insieme al Dipartimento di Psicologia dell’ Università la Sapienza. Ed è subito iniziata la caccia a chi avrebbe violato i segreti della banca dati per appurare il tesseramento di Spano. Un’ associazione rivale esclusa dai finanziamenti? LO SGAMBETTO Nel mondo gay volano stracci. C’ è chi sospetta che si tratti di uno sgambetto avvalorato dalla mancata solidarietà espressa al direttore dimissionario. L’ Unar, creato nel 2004 dall’ allora ministro alle Pari opportunità Prestigiacomo, conta circa una trentina di dipendenti. Nel corso degli anni ha finanziato importanti progetti utilizzando fondi europei. Tra i beneficiati anche Amnesty International, Comunità di Sant’ Egidio e l’ associazionismo vario del Terzo settore. Suscitando anche invidie e gelosie. Claudio Marincola © RIPRODUZIONE RISERVATA.
 
 

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