7 Aprile 2007

I soldi di Kira vanno ai cani di Li Gadduffi e Badesi

LA RACCOLTA DI FONDI I soldi di Kira vanno ai cani di Li Gadduffi e Badesi

SASSARI. Quei soldi che dovevano servire per le cure di Kira, la cagnetta simbolo dei maltrattamenti, morta quasi un mese fa, ora renderanno la vita meno difficile a numerosi altri cani. Due giorni fa, infatti, nei locali della Usl si è riunita una commissione che ha stabilito la destinazione dei fondi raccolti dai partecipanti del Forum www.clinicaveterinaria.org. Una somma di 3.642 euro con donazioni provenienti da tutta Italia e anche da altre parti del mondo. La vicenda di Kira era rimbalzata da un sito all`altro ed era approdata anche in televisione. La sua odissea aveva avuto una risonanza inaspettata. I componenti della commissione erano il dottor Stefano Grassi, responsabile dei servizi veterinari dell`Asl, Maria Carboni, presidente regionale della Lida, Giovanni Sedda, presidente regionale del Codacons Sardegna, le veterinarie Elena Cherchi e Silvia Carta Clinica Nemo (le stesse che hanno provato a salvare la vita di Kira), Antonello Carboni, socio fondatore della Lida e Daniela Spano rappresentante degli utenti del forum. Ai 3.642 euro sono state detratte le spese per le analisi e i medicinali e per un totale di 400 euro. Dopodiché sono stati individuati due canili veramente bisognosi: quello di Li Gadduffi, gestito dall`Associazione Amico Cane, e il canile di Badesi gestito dal signor Luigi Harì di 78 anni. La ripartizione è stata fatta in base al numero degli animali ospitati: all`associazione Amico Cane (che si occupa di circa 300 cani) sono stati assegnati 2.400 euro. Al signor Harì, per i suoi settanta cani, sono stati destinati 842 euro. I soldi per l`80 per cento serviranno ad acquistare sacchi di crocchette, e per il rimanente 20 per cento per comprare gli antiparassitari. Entrambi i canili selezionati si trovano in condizioni di emergenza. Quello di Li Gadduffi, vicino alla Motorizzazione e visibile dalla sopraelevata della 131, è una sorta di favelas per cani: un odore nauseabondo, fango, gabbie sovraffollate, tettoie di eternit, nessuna convenzione col Comune, è una struttura posta anni fa sotto sequestro e mai dissequestrata. Se ne occupano con grande sacrificio una decina di volontari. Tutti attendono la costruzione del nuovo canile sulla strada per Osilo. L`altro canile è gestito invece, con grande difficoltà da una persona anziana. Non si sa che fine faranno i settanta cani nel momento che il signor Luigi Harì (78 anni) non avrà più le energie per accudirli.

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