7 Novembre 2008

I SOCI ex Coopcostruttori del Carspac 1-No Codacons

I SOCI ex Coopcostruttori del Carspac 1-No Codacons, hanno incontrato mercoledì a Bologna il presidente regionale di lega Coop Paolo Cattabiani. «E? stata confermata ? spiega il portavoce Valerio Cellini ? l?erogazione della tranche di rimborso dei risparmi della primavera 2009». Si tratta del 7,5% dei libretti di deposito e 6.75% per le azioni apc. Che porterà il monte restituzione al 50% degli 83 milioni di euro iniziali. Intanto «si fanno largo ? precisa Cellini ? i supplementari, un nuovo impegno di LegaCoop. Ma noi chiediamo un terzo tempo che soddisfi maggiormente le nostre richieste». Che se quantificate, secondo Cellini, non dovrebbero essere inferiori ad un ulteriore 25%. Le risorse andrebbero reperite da fonti alternative alle precedenti. Poche speranze sui fondi dormienti statali: «Gli aventi diritto che dormivano ? dice Cellini ? si sono svegliati. E le somme, assottigliate, pare siano destinate al Social Card per gli anziani o ad Alitalia». Buone notizie invece per la tutela del prestito sociale: «LegaCoop ? annuncia Cellini ? si è già attivata per ridurre i rischi. E sta lavorando ad un fondo di garanzia». All?odg dell?assemblea convocata poi la sera stessa c?era l?analisi delle costituzioni di parte civile nel processo contro i presunti responsabili del crac eventualmente rinviati a giudizio. L?avvocato Enrico Amati di Rimini, invitato a dare informazioni, ha parlato di «scelta individuale, di lungo periodo, che non assicura risultati concreti». Ma si è reso disponibile ad assistere chi volesse intraprendere questa strada. Il costo della parcella legale verrà comunicata a breve. «La nostra azione ? afferma Cellini ? è concentrata sulla scelta di non procedere nei confronti dei rappresentanti di Legacoop. Questo perché si ritiene che possa essere più vantaggiosa la prosecuzione dell?Operazione solidarietà anzichè le attese di un non scontato esito favorevole, o solvibile, che uscirebbe dal tribunale, magari solo con un patteggiamento». L?indirizzo è di adire contro le tre società di certificazione, solvibili, e la «banda dei quattro».
 

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