23 Giugno 2005

I sindacati sono in allarme Urso: dato preoccupante






ROMAUn nuovo segnale della crisi economica, con i consumatori che cominciano a tagliare persino gli acquisti dei beni alimentari. Questo, in sintesi, il commento dei sindacati al calo record delle vendite al dettaglio in aprile (-3,9%). Mentre il vice-ministro alle Attività produttive Adolfo Urso spiega che «è un dato preoccupante su una situazione di difficoltà economiche delle famiglie italiane, che va letto però insieme ai dati positivi recenti sulla produzione industriale e sull`occupazione». «Il Paese più ricco del mondo, come dice il premier – ironizza il segretario confederale della Cgil Marigia Maulucci – risparmia sul pane e sul latte». «E` un dato di una gravità inaudita» – rincara la dose il segretario generale aggiunto della Uil Adriano Musi – «immagino – ironizza il sindacalista – che nessuno pensi che anche i consumi sono sommersi» «Considerato che il Pil si regge sui consumi delle famiglie – dice il segretario generale dell`Ugl Stefano Cetica – questa è davvero una cattiva notizia». E secondo il segretario generale della Cisl, Savino Pezzotta, «è necessaria una svolta della politica economica». L`opposizione alza il tiro e chiama in causa l`intera politica economica del governo: il calo «senza precedenti nelle vendite al dettaglio certificato dall` Istat – dice il responsabile economico della Margherita Enrico Letta – chiarisce definitivamente, se ancora ce ne fosse stato bisogno, il fallimento totale della strategia economica del governo, a cominciare da quella fiscale». Ma anche dalle associazioni di categoria arrivano commenti sferzanti: secondo la Confcommercio ad aprile il calo dei consumi, depurato della componente prezzi, è addirittura del 5% rispetto a un anno prima, un dato «pesante per l`intera economia». I consumi – secondo Confesercenti – hanno «toccato il fondo» e per fare fronte alla crisi «bisogna smettere di promettere interventi miracolistici». Secondo l`Adiconsum «è un momento di grave crisi, serve l`intervento del governo», mentre Adusbef e Federconsumatori chiedono «provvedimenti fiscali seri su Iva e accise, bollette elettriche e del gas, servizi bancari e assicurativi». E condannano anche coloro che, «con il pretesto dell`euro», «hanno avuto la facoltà di fare prezzi e tariffe», trasferendo «nello loro tasche in 4 anni ben 52 miliardi di euro, sfilati al 90 per cento dei consumatori». Chiede un intervento immediato a sostegno dei consumi anche il Codacons: secondo il suo presidente, Carlo Rienzi, servirebbe una «diminuzione generalizzata dei prezzi di almeno il 20% e la liberalizzazione dei saldi in tutta Italia».




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