18 Maggio 2004

I sindacati: sono crollati i livelli di sicurezza

«La morte? Era in faccia»



I sindacati: sono crollati i livelli di sicurezza




GENOVA.
«Quei due macchinisti hanno visto la morte in faccia. Colpa della politica del taglio dei costi e del personale che ha portato a una diminuzione della manutenzione e a una diminuzione dei livelli di sicurezza». Non ha dubbi Marco Bellicano, segretario regionale dell?Orsa, l?organizzazione sindacati autonomi e di base. Non ha dubbi Mauro Milanoi, segretario nazionale Fltu Cub: «Nelle ultime due settimane si sono rotti tre locomotori durante il servizio. Chi ha propugnato questa politica dei tagli è il responsabile di questo come di altri incidenti».
Mauro Poggi e Gabriele Cuccurullo, i due macchinisti che hanno azionato la «rapida», ovvero il sistema di arresto veloce, non vogliono più ricordare quegli attimi. «Non me la sento, è un momento difficile, preferisco non parlare» dice Poggi. E in casa Cuccurullo è la figlia che fa da filtro, con gentile fermezza. L?inchiesta della magistratura rende prudenti, ma rende prudenti anche il precedente dei quattro ferrovieri licenziati perchè avevano collaborato a un servizio di «Report» sui problemi di sicurezza del trasporto ferroviario. Compatti nella difesa dei due macchinisti, i sindacati si sgretolano nell?azione di protesta: cgil, cisl e uil liguri invitano l personale ferroviario ad aderire a dieci minuti di sciopero regionale stamani, l?Orsa, che l?anno scorso non ha firmato il contratto nazionale, darà un significato particolare allo sciopero di 24 ore dalle 21 di giovedì alle 21 di venerdì, già programmato per chiedere clausole precise per tutelare i lavoratori ferroviari».
«Chiediamo una svolta nei livelli di sigurezza – dice il segretario regionale Fit Cisl Mario Pino – non possiamo sempre pensare di ricorrere alla tecnologia. L?incidente di Serravalle dimostra che l?elemento umano è decisivo e non si possono continuare a fare tagli sul personale». «Questa volta è difficile tirare in ballo l?errore umano – dice Bellicano – La linea della rotaia era deformata, forse per un cedimento strutturale, forse perchè non ha tenuto la massicciata. I binari erano piegati a ??esse?? e il treno è deragliato perchè a quella velocità, nonostante la frenata, non poteva affrontare quel tipo di curva».
«Solo per una serie di circostanze il bilancio non è stato catastrofico – conclude il segretario dell?Orsa – Che cosa sarebbe successo se sull?interregionale fosse piombato un treno merci di diverse centinaia di tonnellate, invece di una coppia di locomotori in trasferimento?»
Sull?incidente ferroviario intervengono anche le organizzazioni dei consumatori. Codacons chiede di avviare una revisione straordinaria di tutta la linea del Piemonte per verificare lo stato delle rotaie e delle strutture della regione, con la sospensione provvisoria dei collaudatori e dei manutentori che avevano effettuato i lavori nel tratto dell?incidente, e invita Trenitalia a offrire un risarcimento simbolico agli utenti delle ferrovie piemontesi, «regalando un mese di abbonamento gratis ai pendolari che ogni giorno utilizzano il treno». Cittadinanzattiva invita invece gli utenti a segnalare situazioni di pericol: fermate non in stazione, porte non chiuse, marciapiedi mancanti e cantieri non recintati.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this