20 Dicembre 2012

I sindacati all’ assessore: «Trenord, non siamo noi i colpevoli»

I sindacati all’ assessore: «Trenord, non siamo noi i colpevoli» 

MILANO – Sono notizie che vengono date sempre con una certa cautela e anche con un po’ di scaramantica apprensione: i treni lombardi sembrano tornati sui binari della normalità, mentre oggi il Codacons depositerà la class action con la quale chiede 3.650 euro per ciascun viaggiatore. Reinstallati i sistemi in funzione fino all’ 8 dicembre, sembra possibile archiviare la «Caporetto» della settimana scorsa, con nuovo software Goal rail che da tempo offre ottime prestazioni in Marocco, Spagna, Francia e Arabia Saudita, ma qui in Lombardia, non essendo stato testato a dovere, ha inflitto ai pendolari una settimana terribile. Sul come e il perché tutto questo sia potuto accadere sta investigando una commissione interna a Trenord, ma nell’ attesa non mancano scambi e opinioni. Specialmente su temi, come i rapporti sindacali (e tra sigle), già alla ribalta anche prima della «settimana nera», messi un po’ in sordina nei giorni dell’ emergenza, ma tornati i primo piano già domenica, quando lo sciopero dei soli autonomi dell’ Orsa ha lasciato tutti a piedi. A riaprire il dibattito, ieri, è arrivata una lettera unitaria: le sei sigle che hanno firmato il nuovo contratto (Cgil, Cis, Uil, Fast, Faisa, Ugl) replicano all’ assessore regionale Andrea Gilardoni che, nell’ intervista al Corriere pubblicata domenica, ha indicato in «un problema di mancata accettazione» ed in una «contrapposizione tra sigle su cui bisogna intervenire» fattori che hanno provocato il disastro. Il riferimento è al fatto che gli autonomi dell’ Orsa non hanno sottoscritto l’ intesa. «Ricostruzione sbagliata e semplicistica» dicono ora i sindacati che hanno firmato perché «ipotizza una forma di lotta non ufficializzata che si sarebbe tradotta in una mancata collaborazione dei lavoratori di fronte alle criticità». Invece quella collaborazione c’ è stata («come la stessa azienda ha riconosciuto»), mentre Gilardoni «mira invece a rivalutare una frangia sindacale irresponsabile». Insomma, dicono i sei sindacati, qui gli autonomi (che non hanno firmato il contratto Trenord, ma hanno accettato le stesse condizioni nel nazionale) puntano a sfasciare. Perché ? In palio c’ è la futura rappresentanza sindacale dentro l’ azienda delle ferrovie regionali. Laura Guardini [email protected] RIPRODUZIONE RISERVATA.

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