5 Luglio 2012

I saldi della grande crisi: meno 20 per cento

I saldi della grande crisi: meno 20 per cento

CONTO alla rovescia per i saldi estivi. Dopodomani il via nella città di Roma e in tutto il territorio regionale per un periodo che può durare 6 settimane. Ma in realtà i saldi nella Capitale, e basta fare una passeggiata per le vie dello shopping, sono già cominciati da giorni con sms sul cellulare dei clienti, vendite promozionali e straordinarie o, addirittura, con le commesse che all’ ingresso del negozio avvertono che c’ è il 20 o 30 % di sconto già in atto. Non mancano poi le polemiche sulla data di inizio, secondo molti troppo presto nel tempo per essere di fine stagione, e sulla possibilità di anticiparli o renderli liberi. Il dato che emerge è negativo per tutta la categoria. A sottolineare il disagio del settore Confeserecenti, Fismo, Cna di Roma Commercio e Codacons. «Questi saldi cadono in un momento di estrema difficoltà – afferma Alberta Parissi, vice presidente della federazione Moda Confesercenti (Fismo) – con un calo del 32% dei redditi di impresa. La fodel tografia che appare è quella di un settore allo stremo. Per il 75 % degli intervistati il 2011 è stato un anno orribile e, se si ripetesse, nel 2012 e nel 2013 molti non andrebbero più avanti. Negli ultimi 3 anni infatti sono state 40 mila le imprese che hanno chiuso, delle quali 4000 solo a Roma e nel Lazio ». Negativo il Codacons che prevede un crollo delle vendite del 15%: «Con punte del 30 % nei piccoli negozi – sottolinea il presidente Carlo Rienzi – la spesa pro capite dei romani non supererà i 90 euro ». D’ accordo con il Codacons, Mina Giannandrea, presidente di Federstrade- Confesercenti e vicepresidente di Confesercenti Roma e Lazio: «Con i saldi di sabato si registrerà una flessione delle vendite del 20% con punte del 30%. Siamo sempre stati contrari alla data 7, troppo in anticipo. Influisce sul calo degli acquisti l’ effetto Imu, i balzelli del Governo e le cartelle pazze di Equitalia. I saldi sono stati snaturati. Siamo all’ assurdo con vendite straordinarie che potrebbero svolgersi 10 mesi su 12». Per Cesare Tirabassi, coordinatore della Fismo: «C’ è la necessità di un’ inversione di tendenza. Dal 2008 al 2011 le quote di spesa di una famiglia romana si sono ridotte del 20%. Gli operatori non stanno a guardare: il 40% è intervenuto sui prezzi, il 33% diversifica le offerte, il 17% effettua vendite straordinarie e il 10 % cerca di ridurre i costi». A completare il quadro il dato della Cna Roma Commercio ottenuto su un campione di 500 esercizi sulla previsione di spesa dei prossimi saldi. «Dalle interviste – spiega Giovanna Marchese Bellaroto, responsabile Cna Roma Commercio – è emerso che il 64% stima una contrazione del valore dei consumi del 20%; il 23% ritiene che la spesa delle famiglie resterà stabile e solo il 13% è ottimista. Oggi il Pil di Roma è a -0,3 rispetto alla media del Paese». © RIPRODUZIONE RISERVATA.
cecilia cirinei

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