I saldi attirano sempre di meno Il futuro sono le liberalizzazioni
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fonte:
- Gazzetta del Sud
PALERMO. I primi giorni dei saldi sembrano confermare le previsioni nere degli analisti. Le vendite scontate segneranno nell’ Isola una riduzione media del 15% rispetto al2013, con soltanto il 35% circa delle famiglie (stando al Codacons, il 37% per Federconsumatori Palermo) che prevede di fare qualche acquisto da qui a metà marzo, quando i saldi andranno in archivio. La spesa media delle famiglie non supererà quota 200 euro, per un importo complessivo in Sicilia di appena 118,53 milioni di euro. Una crisi che segue quella dei consumi in Sicilia relativi alle festività natalizie, che hanno registrato un’ ulteriore consistente flessione, mediamente del -13,6%. Flessione che si va sommare al -18,8% registrato a fine dicembre 2012, rispetto al 2011. Famiglie al verde dopo il Natale e le scadenze di fine anno, quasi esauriti tredicesima e il budget perle “spese extra”, quindi difficilmente i negozi saranno affollati. «Tutti, ma proprio tutti, fanno sconti da parecchie settimane. Perché continuare con questa farsa dei saldi ingessati, quando tutti gli operatori sono per la loro liberalizzazione? – si chiede Lillo Vizzini, presidente regionale di Federconsumatori -. Francamente ci aspettavamo da parte del governo Crocetta uno scatto di reni e fare della Sicilia regione apripista per la liberalizzazione delle vendite a saldo. Anticiparli avrebbe sicuramente aiutato a registrare un andamento delle vendite meno disastroso e reso meno plateale le vendite scontate sottobanco e/o per niente dissimulate». Dalle associazioni dei consumatori i soliti consigli per non incappare nelle furbate di qualche commerciante scorretto. Il Codacons mette in guardia dai prezzi gonfiati in precedenza, che portando ad aumentare artificiosamente la percentuale di sconto e a invogliare maggiormente all’ acquisto. «Un malcostume molto diffuso – sottolinea il presidente Francesco Tanasiche si può aggirare andando prima della partenza dei saldi a verificare i prezzi. Così facendo si ha anche il vantaggio di trovare con calma i capi di abbigliamento che ci servono e che ci piacciono, in modo da poter andare, sabato, a colpo sicuro, evitando inutili code e acquistando quello che interessa prima che la taglia sparisca. Un altro modo per aggirare la fregatura è diffidare di percentuali di sconto superiori al 50%. Un commerciante non può avere, infatti, salvo nell’ alta moda, ricarichi così alti e dovrebbe vendere sottocosto». Altri consigli: conservare sempre lo scontrino perchè non è vero che i capi in svendita non si possono cambiare; confrontare i prezzi dei negozi; non acquistare dove non viene esposto il cartellino che indica il vecchio prezzo, quello nuovo e il valore percentuale dello sconto applicato; diffidare dalle vetrine tappezzate dai manifesti, che non consentono di vedere la merce; attenzione alla presenza delle etichette; i commercianti in possesso del Pos hanno l’ obbligo di accettare il pagamento con carte di credito o bancomat. E infine, l’ invito a denunciare problemi o “bufale” ai vigili urbani o all’ ufficio comunale per il commercio.
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