«I sacchetti? Se li comprino»
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fonte:
- Il Gazzettino
«I sacchetti? Se li comprino»
Il Codacons: una spesa in più di 40 euro all?anno, le famiglie useranno quelle di plastica
Este.
Venti di guerra soffiano sulla raccolta del pattume atestino: è iniziata la battaglia per i sacchetti. E` accaduto infatti che negli ultimi giorni in molti si siano rivolti agli uffici della Sesa, l`azienda che cura il servizio in città, per avere il ricambio del set di sportine ecologiche utilizzate per la raccolta dell`umido. La risposta, che ha lasciato a dir poco interdetti i cittadini, è stata quella di rivolgersi ad un qualsiasi supermercato per comperarsi i sacchettini appositi, in barba alla distribuzione gratuita effettuata fino ad oggi. Immediata quindi una valanga di segnalazioni sull`argomento al Codacons locale, che non ha perso tempo ed ha inviato i propri collaboratori nei veri supermarket per valutare la spesa supplementare alla quale vengono costretti i consumatori: Si tratta di almeno 40 euro in più all`anno affermano dal Codacons ma vanno aggiunti altri 20 per ulteriori sacchettini per le altre raccolte. Il tutto va naturalmente sommato ad una tassa sull`immondizia che si aggira sui 100 euro, con il risultato finale di gravare ingiustamente sulle fasce di popolazione dai redditi non propriamente faraonici. A questo punto parecchia gente ha deciso di non utilizzare più contenitori biodegradabili o comunque compatibili con il sistema del compostaggio dei rifiuti, affidandosi semplicemente a comuni sacchetti di plastica.
E` l`unica soluzione rimasta ammettono al comitato anche perché chi lo fa ha già visto che le sportine vengono raccolte comunque. Il problema va però a scaricarsi sulla qualità del compost finale, che inquinato da plastica non compatibile potrebbe risultare scadente o inutile. Non crediamo infatti che ci sia del personale della Sesa il cui impiego sia quello di controllare e dividere i contenitori adatti da quelli fuori norma. Logica conclusione della faccenda è che si potrebbe in tal modo rendere completamente inutile il lavoro di divisione della spazzatura attuato dalle famiglie, che piuttosto di spendere soldi in più per reperire i contenitori ad hoc si affideranno a materiali non ecologici. E qui il cerchio si chiude, essendo la Sesa a capitale misto, con un danno economico per il Comune e la collettività. Sarà meglio correre ai ripari.
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