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9 Ottobre 2002

«I sacchetti? Se li comprino»

ESTE. La Sesa, che cura il servizio di raccolta rifiuti, non distribuirà più gratuitamente il set di sportine

«I sacchetti? Se li comprino»

Il Codacons: una spesa in più di 40 euro all?anno, le famiglie useranno quelle di plastica

Este.
Venti di guerra soffiano sulla raccolta del pattume atestino: è iniziata la battaglia per i sacchetti. E` accaduto infatti che negli ultimi giorni in molti si siano rivolti agli uffici della Sesa, l`azienda che cura il servizio in città, per avere il ricambio del set di sportine ecologiche utilizzate per la raccolta dell`umido. La risposta, che ha lasciato a dir poco interdetti i cittadini, è stata quella di rivolgersi ad un qualsiasi supermercato per comperarsi i sacchettini appositi, in barba alla distribuzione gratuita effettuata fino ad oggi. Immediata quindi una valanga di segnalazioni sull`argomento al Codacons locale, che non ha perso tempo ed ha inviato i propri collaboratori nei veri supermarket per valutare la spesa supplementare alla quale vengono costretti i consumatori: Si tratta di almeno 40 euro in più all`anno affermano dal Codacons ma vanno aggiunti altri 20 per ulteriori sacchettini per le altre raccolte. Il tutto va naturalmente sommato ad una tassa sull`immondizia che si aggira sui 100 euro, con il risultato finale di gravare ingiustamente sulle fasce di popolazione dai redditi non propriamente faraonici. A questo punto parecchia gente ha deciso di non utilizzare più contenitori biodegradabili o comunque compatibili con il sistema del compostaggio dei rifiuti, affidandosi semplicemente a comuni sacchetti di plastica.

E` l`unica soluzione rimasta ammettono al comitato anche perché chi lo fa ha già visto che le sportine vengono raccolte comunque. Il problema va però a scaricarsi sulla qualità del compost finale, che inquinato da plastica non compatibile potrebbe risultare scadente o inutile. Non crediamo infatti che ci sia del personale della Sesa il cui impiego sia quello di controllare e dividere i contenitori adatti da quelli fuori norma. Logica conclusione della faccenda è che si potrebbe in tal modo rendere completamente inutile il lavoro di divisione della spazzatura attuato dalle famiglie, che piuttosto di spendere soldi in più per reperire i contenitori ad hoc si affideranno a materiali non ecologici. E qui il cerchio si chiude, essendo la Sesa a capitale misto, con un danno economico per il Comune e la collettività. Sarà meglio correre ai ripari.

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