21 Novembre 2004

I romani non si divertono più.

I romani non si divertono più. A causa dell?aumento del costo della vita, infatti, il 90% dei cittadini ha dovuto operare dei ?tagli? alle spese. Il primo settore ad essere colpito è stato, per ovvi motivi, quello dell?intrattenimento, considerato superfluo. Secondo un?indagine condotta dal Codacons, il caro vita, negli ultimi anni, ha determinato una riduzione del 27% nell?acquisto di libri, del 25% nel caso di cassette e cd, del 20% nell?acquisto di biglietti per il cinema. Al dato statisticamente rilevato, si aggiunge un allarmante proiezione: il 72% degli intervistati non ritiene che, nei prossimi mesi, i prezzi possano rimanere bloccati o addirittura diminuire, e si dichiara pronto, qualora la situazione si aggravasse, ad operare un ulteriore taglio del 10% in ognuno dei capitoli suiindicati. ?Negli oggetti ? commenta Emanuele Morozzo della Rocca, presidente dell?Ordine degli Psicologi del Lazio – trasferiamo molti dei nostri più intimi bisogni. Consumare è una forma di autoconsolazione. Non a caso, sono molte le persone che si sovraalimentano per avere una sensazione di pienezza esistenziale, così come molte sono quelle che combattono ansie e tristezze andando a fare shopping. Qualora, questi soggetti non potessero più permettersi di andare a fare spese, si troverebbero scoperti a livello emozionale. Per usare una metafora, possiamo dire che il consumo è per molti adulti, ciò che la copertina è per i bambini: una sicurezza portatile?. I più a rischio, sul breve periodo, sono soggetti deboli, ma, se la situazione dovesse prolungarsi nel tempo, il disagio potrebbe estendersi a livello sociale. ?Il problema ? continua Morozzo della Rocca ? non è solo il non poter mantenere le proprie abitudini. Un individuo intelligente e, soprattutto equilibrato, può, infatti, adattarsi e modificarle, riducendo al minimo le sue esigenze. Ciò contro cui si hanno meno difese è il senso di frustrazione che nasce dal confronto con l?altro. Se una persona non può permettersi quello che si permetteva prima, ma che il suo vicino, invece, si concede ancora, viene ad essere colpita l?immagine sociale che ha di se stessa. Inadeguatezza, frustrazione ed anche depressione sono possibili manifestazioni di chi, improvvisamente, si scopre in una fascia sociale di semi o totale povertà?. I romani escono meno di casa e cercano, quindi, un intrattenimento più ?a portata di mano?. I primi ad essere chiamati in causa sono la televisione, internet ed i videogiochi, che consentono delle forme di compensazione virtuale. ?Chi sta in casa ? conclude Morozzo della Rocca ? può anche scegliere di dedicarsi a delle buone letture, ma, in ogni caso, qualunque tipo di svago che non comporti il confronto con l?altro, ma che possa essere effettuato in solitudine, genera un forte impoverimento sociale. Ne va della qualità della vita. Bisogna essere in grado di cambiare rapidamente le proprie abitudini comportamentali e non è sempre facile. Un cambiamento radicale è fonte di grande rischio?.

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