4 Febbraio 2017

I risparmiatori occupano Banca Etruria

I risparmiatori occupano Banca Etruria
una decina di persone ha
bloccato le operazioni nella filiale: vogliamo essere trattati come i
correntisti di mpse altri tre istituti bancari hanno fatto registrare il
fallimento nel corso del 2015

A fallire, con il decreto “Salva banche” del 22 novembre 2015 sono stati quattro istituti di credito: oltre a quello senese, anche Carichieti, Carife e Banca Marche. Una scelta, quella del Governo Renzi, che portò a bruciare in una sola mossa 431 milioni di euro di 12.500 risparmiatori, azionisti e soprattutto obbligazionisti subordinati, moltissimi dei quali piccoli risparmiatori che non erano a conoscenza del grado reale di rischio dei titoli che stavano acquistando. Secondo le notizie circolate nelle ultime settimane, il nuovo soggetto bancario che avrebbe acquisito gli istituti di credito falliti («a un solo euro», hanno rimarcato quelli del Comitato Difesa dei risparmiatori di Banca Etruria di Pizzoli) è Ubibanca. Il Governo ha stimato per i risparmiatori retail delle quattro ex banche, rimborsi per 190mln di euro, che per Codacons «coprono meno della metà delle perdite subite dai piccoli risparmiatori». (m.g.) di Marianna Gianforte wPIZZOLI Con voce timida Maria, 78enne sfollata di Amatrice che dorme in una roulotte davanti alla tensostruttura sportiva di Montereale, spiega, seduta sui divanetti della filiale della banca Etruria di Pizzoli, che i suoi 35mila euro andati in fumo in una notte il 22 novembre del 2015 erano «i risparmi di una vita». Quelli messi da parte per fare una vecchiaia serena e magari dare una mano ai famigliari. Accanto a lei, nella filiale della piazza centrale del Comune che, in proporzione agli abitanti, ha il numero maggiore di correntisti del resto d’ Italia, ieri c’ era una decina di persone del Comitato Difesa dei risparmiatori della Banca Etruria di Pizzoli beffati dal decreto “Salva banche” di 14 mesi fa. Ieri, dalle 15 alle 20, i correntisti hanno occupato la sede locale dell’ istituto bancario toscano, «una delle filiali più importanti di Banca Etruria a livello nazionale», ci hanno tenuto a rimarcare i referenti del Comitato, Amedeo Gregori e Domenico Ioannucci. Chiusi nell’ ufficio del responsabile della filiale, i due hanno cercato ripetutamente di mettersi in contatto con la dirigenza del nuovo soggetto bancario. Ma dall’ altro lato del telefono nessuna risposta. Per 5 ore le operazioni della filiale sono state interrotte, e un fitto colloquio con il reggente di filiale, Domenico De Julis, che proprio il 2 febbraio ha compiuto 44 anni di lavoro a Pizzoli. Anche lui si sente “moralmente in colpa” per quello che è capitato ai correntisti, persone con cui, dopo anni, è diventato persino amico. «Ma noi non potevamo sapere quello che stava succedendo», ha spiegato. Un’ ennesima azione forte, quella dei risparmiatori, dopo le due occupazioni dell’ estate scorsa, per denunciare «la disparità di trattamento rispetto ai risparmiatori della banca Monte dei Paschi di Siena, per la quale lo Stato ha trovato 20 miliardi (con il decreto di dieci giorni fa) con i quali saranno rimborsati totalmente i titoli subordinati anche di grossi speculatori», ha spiegato Gregori, «mentre per noi non sono stati trovati i pochi “spiccioli” necessari per il 100% dei rimborsi». Gli ex obbligazionisti subordinati di Pizzoli sono per lo più piccoli imprenditori locali, artigiani, pensionati. Nessuno è un grande investitore o speculatore finanziario e le somme perse vanno dai 10mila a qualche centinaia di migliaia di euro: soldi messi da parte con anni di lavoro. Come quelli di Antonietta Martinelli, 69 anni di Pizzoli: 65mila euro di liquidazione, i suoi, spariti nel nulla. Con il rimborso infine consentito dal Governo, dopo innumerevoli proteste tra cui il sit-in davanti alla sede della Banca d’ Italia a Roma, Antonietta recupererà sì e no 51mila euro; tutti i correntisti otterranno l’ 80% dei rimborsi. Perché, invece, i correntisti di Mps otterranno il totale? Questo chiedono di sapere i risparmiatori di Pizzoli al Governo e ai nuovi acquirenti delle quattro banche fallite: «Non vengano solo a mungerci, ma anche a spendersi sui giusti tavoli per i nostri diritti», ha detto Ioannucci. ©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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