12 Febbraio 2019

I risparmiatori incalzano il Mef «Acceleri sui decreti attuativi»

Nicola BrilloVENEZIA. All’ indomani della vivace assemblea vicentina con i vicepremier Salvini e Di Maio, le associazioni risparmiatori delle ex popolari venete attendono una nuova chiamata da Roma. Secondo le promesse, entro la settimana dovrebbe arrivare la convocazione al ministero per discutere i decreti attuativi del fondo risarcimento. In origine, il primo decreto era atteso l’ 8 febbraio scorso, il secondo tra 45 giorni. Poi la lettera della Commissione europea ha cambiato i piani del Governo, che si è detto però pronto a definire i decreti entro la fine del mese. IMPEGNO ENTRO FEBBRAIOIntanto ai microfoni di Tagadà (La7) il sottosegretario all’ Economia Alessio Villarosa ha ribadito la posizione dell’ esecutivo: «Nessuno in Europa ha sollevato il caso degli aiuti di Stato, non si pone dunque il problema di infrazione, si tratta solo di una lettera arrivata al ministero per chiedere delucidazioni sul decreto attuativo, nessun dubbio sollevato nel merito». Poi l’ attacco agli organi di controllo: «L’ attività di vigilanza non è stata il massimo in questi anni, come è emerso anche dalle testimonianza rese alla commissione d’ inchiesta del precedente Parlamento», ha aggiunto il sottosegretario a 5 Stelle.«EMERGENZA SOCIALE»Ieri, a riguardo, funzionari del Mef erano a Bruxelles per discutere sui decreti attuativi per gli indennizzi. Intanto i rappresentanti dei risparmiatori “esclusi” dall’ incontro di sabato con i vicepremier gialloverdi incalzano il governo. «Nessuna modulistica è stata presentata, ma vi è stata solo la generica promessa di provvedere in futuro all’ attuazione del fondo indennizzo risparmiatori», affermano le associazioni che fanno parte della cabina di regìa «riteniamo pertanto che la mancata attuazione nei termini del 31 gennaio abbia sancito in via definitiva l’ emergenza sociale dei risparmiatori traditi trasformati in debitori che ora hanno i termini dei decreti ingiuntivi scaduti e rischiano le case e le aziende». Conseguenti, le richieste di un’ immediata attuazione del fondo indennizzi e della dichiarazione dello stato di emergenza per salvare gli azionisti truffati che non hanno più tempo: «Riteniamo gravi le ulteriori perdite di tempo che stanno, di fatto, mettendo a rischio vite umane e la chiusura di migliaia di imprese. Non ci fermeremo nell’ attività di pressione nei confronti del Governo affinché attui nell’ immediato il fondo indennizzo risparmiatori, senza ulteriori e gravissimi ritardi». LA CRITICA DI CODACONSPiù duro il commento del presidente veneto di Codacons, Franco Conte: «A Vicenza abbiamo assistito alla replica di un’ assemblea oceanica dei soci delle popolari quando si osannavano Consoli e Zonin e si votavano prezzi marziani delle quote azionarie, attaccando Banca d’ Italia che metteva in allarme sull’ opportunità di cambiare i vertici». Morale? Occorre fare presto: «È urgente partire subito, i risparmiatori sono espropriati da sei anni e che l’ età media è per due terzi oltre i 65 anni». – BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.

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