6 Dicembre 2004

I rincari frenano lo shopping di Babbo Natale

AUMENTI GENERALIZZATI. I CONSUMATORI PRONTI A SCENDERE IN PIAZZA
I rincari frenano lo shopping di Babbo Natale


Swg-Confesercenti: quest?anno saranno spesi 125 milioni di euro in meno









I rincari frenano lo shopping delle Feste: non tanto i rincari attuali, quanto quelli cumulatisi negli ultimi mesi e anni, che hanno portato i prezzi a livelli insostenibili. Le associazioni dei consumatori – che domani annunceranno iniziative di lotta – e quelle dei commercianti concordano che è in atto un drastico calo dei consumi; secondo l?indagine previsionale Swg-Confesercenti, i cui risultati sono stati diffusi ieri, gli italiani spenderanno per i regali 125 milioni di euro in meno dell?anno scorso, su una massa monetaria destinata agli acquisti pari a 16 miliardi. Sarà un Natale all`insegna del «sì all`essenziale, no al superfluo» come sintetizza il presidente di Confesercenti, Marco Venturi.
Una buona notizia (almeno una) di questo Natale è che i panettoni costano meno. Ma non è un regalo. Carlo Rienzi, presidente del Codacons, lo spiega così: «I consumi sono fermi, ma i prezzi ?consigliati? dei panettoni sono pari a 5 o 6 volte quello che i rivenditori fanno pagare ai clienti. Quindi, in presenza del calo della domanda c?è ampio margine per ridurre i listini. Però è solo un altro modo per abbindolare la gente, perché il ricarico resta enorme».
Nonostante tutto, c?è ancora qualcosa che rincara. Rosario Trefiletti, che presiede Federconsumatori, segnala aumenti per «le cinture, le cravatte, le scarpe, limitatamente alle marche migliori»; sono aggravi di pochi euro, ma data la situazione generale fanno ugualmente sensazione.
Quello che più imbufalisce i consumatori è l?aumento dei prezzi dell?ortofrutta. Lo stesso Trefiletti segnala lo stupefacente +55% delle lenticchie (servirà a fare apprezzare di più lo zampone a Capodanno?). Elio Lannutti, presidente di Adusbef, che cogliamo al cellulare mentre rientra da una manifestazione di contadini, fa l?esempio scandaloso dell?uva pugliese che i produttori vendono a 20 centesimi mentre sulle bancarelle costa 2 euro, e chiama in causa l?Antitrust, che «dovrebbe intervenire per impedire comportamenti di cartello nel settore della distribuzione».
Ancora Rienzi stigmatizza il ricarico del radicchio da 30 cent a 3 euro; ma fare esempi rischia di fuorviare, anziché chiarire, perché potrebbe dare la falsa impressione di episodi singoli mentre sono fatti generalizzati. Il presidente del Codacons lamenta che «in ogni singolo mercato le varie bancarelle allineano regolarmente i loro prezzi al più alto; differenze ci sono da una zona all?altra della città, ma nell?ambito di un singolo mercato non c?è concorrenza, sennò finisce a botte».
Lannutti denuncia l?assurdo del greggio che cala e del dollaro che crolla mentre «le compagnie petrolifere ci danno il contentino di diminuire il prezzo della benzina e intanto aumentano quello del gasolio. Come si fa a negare che sia speculazione?». Trefiletti segnala invece che i prezzi dei prodotti elettronici ristagnano o calano: «I lettori Dvd costano 70-80 euro contro i 400-500 di tre anni fa» e costano meno, sia pure partendo da prezzi altissimi, i video a cristalli liquidi e al plasma».
Questo apre la questione del credito al consumo. Paolo Landi, presidente di Adiconsum, osserva che certi video costosi si comprano in genere a rate, ma «ormai le famiglie sono molto indebitate e comincia a venir meno anche questa possibilità. Qualcuno fa debiti persino per i beni di prima necessità, e allora fra 6 o 12 mesi come farà a pagare le rate pregresse e a mangiare?». Lannutti denuncia che in questa economia stagnante «a fare affari sono solo le finanziarie che concedono il credito, le banche che continuano a rincarare i servizi in modo ingiustificato e scandaloso e le assicurazioni, che dovrebbero tagliare le polizze auto del 7-8%, se non del 15% che consentirebbe loro il minor numero di incidenti stradali».
Per l?inizio del 2005 le previsioni sono infauste sul fronte delle tariffe. Trefiletti osserva che «banche e assicurazioni aumenteranno i prezzi dei servizi perché la Finanziaria le obbliga ad anticipi d?imposta e loro si rifaranno sui clienti. Luce e gas aumenteranno, invece la benzina dovrebbe calare di 5-6 centesimi. Si parla già di rincari dei pedaggi autostradali, per fortuna non dei biglietti dei treni, e aumenteranno le tariffe locali (quelle dei trasporti e le altre) a causa del taglio dei trasferimenti deciso dal governo». Anno nuovo, vita nuova? Mica tanto.

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