26 Agosto 2004

I RINCARI D?AUTUNNO

Le associazioni dei consumatori salernitani si spaccano sul caro-vita, e mentre da un lato vi è chi preannuncia e denuncia rincari anche consistenti (30%), dall`altro, a sorpresa, vi è chi addirittura chi ritiene Salerno tra le città meno care d`Italia. È il caso dell`associazione milanese Altronsumo, che ha appena pubblicato un`inchiesta-guida alla spesa più conveniente in oltre 500 tra supermercati, ipermercati e hard discount di 40 capoluoghi italiani, tra cui Napoli, Caserta e Salerno. Altroconsumo ha immaginanto due diverse tipologie di panieri con i medesimi 161 prodotti alimentari, freschi e confezionati: nel primo caso ha optato per generi di marca, nel secondo per marche meno note o comunque prodotti più economici. Tendenzialmente, secondo Altroconsumo, privilegiando la seconda tipologia di paniere, si può risparmia quasi ovunque dal 20 al 30%. Fin qui nulla di scandaloso o di eclatante.
È invece sulla prima tipologia di paniere che è venuto fuori il dato a sorpresa: rispetto alla città più cara d`Italia, Messina, dove la spesa per acquistare quei 161 prodotti è di 5.666 euro, a Salerno ne bastano 5.213, più che a Napoli (5.157), ma meno che a Caserta (5.312). Salerno si piazza molto dignitosamente anche nella percentuale di risparmio (11%) rispetto al punto vendita più caro: a Napoli la percentuale è del 10% mentre a Caserta è del 7%.
Di parere assolutamente differente quasi tutte le altre associazioni dei consumatori più rappresentative sul territorio (Codacons, Adoc, Aduc, Federconsumatori tanto per citarne alcune) che da mesi sono impegnate a denunciare rincari ingiustificati che hanno falcidiato il potere di acquisto di salari e pensioni. Anzi, è proprio di questi giorni l`ennesima campagna di informazione che preannuncia, già da settembre, nuovi aumenti addirittura nella misura del 30%, e le continue impennate del prezzo del greggio potrebbero rendere il quadro ancor più drammatico.
In città la scure dei rincari, secondo i consumatori, ha colpito e continua a colpire il paniere della spesa, ma anche tutta una serie di servizi e spese collaterali (tasse locali ed in particolare Tarsu, bollette idriche, trasporti) che da settembre potrebbero avere un`incidenza ancor più rilevante sui salari. Senza considerare che, terminata l`estate, s`approssimano anche le tradizionali (e spesso dolorose) spese scolastiche. Un altro versante caldissimo, questo, sul quale le associazioni dei consumatori salernitane, timorose di ennesimi, ingiustificati rincari, annunciano fin d`ora una durissima battaglia che potrebbe culminare in un nuovo sciopero della spesa, ed in una massiccia campagna per l`acquisto di libri scolastici usati.

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