3 Marzo 2009

I rimpianti di Luca Butera, il catanese che ha sfiorato l’Ariston

 Nonostante il grande successo di critica e pubblico, Sanremo, anche in questa cinquantanovesima edizione, non resta immune alle polemiche.  Nel mirino del Codacons e dei media la regolarità del televoto, che inficia il risultato finale, ma va a scapito soprattutto della gara on line. Lo sa bene Luca Butera, il cantante catanese a un passo dalla consacrazione musicale. Calcare il palcoscenico dell’Ariston e restare a guardare chi si esibisce al posto tuo. Deludente o meglio che non esserci? «È stato comunque emozionante. Insieme agli altri finalisti di Sanremo Web siamo stati seduti alle spalle di Bonolis per quasi tutte le serate. Certo, cantare sarebbe stata un’altra cosa, ma Sanremo è sempre Sanremo? Tante le polemiche sul televoto ? «Tutte vere, Striscia la Notizia non ha sbagliato. Ha vinto chi si è organizzato meglio e ha fatto l’investimento più ingente. Erano necessari almeno 100 mila euro per aggiudicarsi il primo posto, il secondo o l’ultimo non avrebbe comunque fatto la differenza. L’idea di creare una piattaforma parallela che desse la possibilità ai giovani di partecipare al Festival è stata bella, ma bisognava fare una maggiore pubblicità al meccanismo e soprattutto rendere il televoto gratuito». Spenti i riflettori, il tuo percorso musicale in che direzione va? «A fine marzo uscirà il secondo singolo, il brano presentato al Festival «L’orgoglio del creato», per il quale sto anche girando un videoclip proprio a Catania. In estate invece finalmente arriverà l’album».

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