31 Maggio 2018

«I rilevatori salvano vite: non vanno tolti»

il codacons diffida ministero e prefetture a rimuovere gli strumenti fino alla loro sostituzione
UDINE«I “Tutor” presenti sulle autostrade italiane non possono essere distrutti e le prefetture devono intervenire per garantire il loro funzionamento fino a che i gestori stradali non li avranno sostituiti con i nuovi strumenti annunciati». Lo afferma il Codacons, che scende in campo a tutela della sicurezza stradale. «Presentiamo una diffida al ministero dei Trasporti e ai Prefetti dei territori dove sono installati i Tutor, chiedendo di procedere con urgenza alla loro requisizione allo scopo di evitarne la distruzione disposta dalla Corte d’ Appello di Firenze». Si tratterebbe, secondo l’ associazione, «di varare un provvedimento d’ urgenza e temporaneo, applicabile fino a sostituzione degli apparecchi con quelli di nuova generazioni annunciati dai gestori autostradali». E questo «per garantire la sicurezza stradale e salvare migliaia di vite umane. Il Tutor infatti ha abbattuto del 70% il numero di morti sulle autostrade, e l’ esigenza di salvaguardare la salute umana è prioritaria rispetto agli interessi economici dei privati». Sulla stessa linea, rispetto all’ utilità del sistema di rilevazione della velocità, che ha fatto da deterrente a chi percorre le autostrade pigiando troppo sull’ acceleratore, è l’ Osservatorio sul trasporti. Il Tutor è «un valido strumento di sicurezza stradale, che ha dimezzato i morti e gli incidenti stradali in autostrada da quando è stato adottato nel 2002, e la rete autostradale non può privarsene neppure per un giorno», dichiara a questo proposito il presidente dell’ Osservatorio sui trasporti (Onlit) Dario Balotta dopo che il sistema di controllo della velocità è stato disattivato, in attesa degli sviluppi del contenzioso per il quale lo scorso 10 aprile la Corte d’ appello di Roma ha condannato Autostrade per l’ Italia (Aspi) per la contraffazione del brevetto. Secondo Balotta «il contenzioso legale tra Aspi e l’ inventore del brevetto va risolto rapidamente» ma, nel frattempo, poiché «la Corte d’ Appello ha inoltre stabilito che Aspi non ha obblighi di installare sistemi di rilevazione della velocità, essendo la sicurezza stradale di competenza delle istituzioni preposte (ministero dei Trasporti e Polizia stradale)», occorre che «l’ installazione e la gestione di innovativi apparati tecnologici come il Tutor sulla rete autostradale diventi oggetto di regolazione nei rapporti tra il concedente, lo Stato, e il ricco Concessionario, l’ Aspi di proprietà della famiglia Benetton». «Diritti e doveri – conclude Balotta – andrebbero riscritti, mettendo a carico dei concessionari questi nuovi sistemi di sicurezza stradale e di gestione del traffico». ©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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