15 Gennaio 2013

I rifugiati libici occupano i binari

I rifugiati libici occupano i binari

        

••• Nuovo capitolo nel libro dei disagi e disservizi patiti dai pendolari che utilizzano il servizio ferroviario regionale. Dopo i problemi di gestione del personale e i guasti ai treni o sulle linee, che hanno trasformato l’ ultimo mese in una specie di via crucis per centinaia di migliaia di lavoratori e studenti, ieri a firmare l’ ennesimo pomeriggio nero per i viaggiatori di Trenord sono stati una quarantina di profughi Nord africani che hanno occupato i binari nella stazione di Pavia. Il gruppo, formato da rifugiati e migranti che hanno fatto richiesta di asilo nel nostro Paese, la maggior parte dei quali arrivati dalla Libia nella prima parte del 2012, ha infatti bloccato per circa un’ ora la linea ferroviaria Milano -Genova, inscenando una protesta nella stazione pavese. Obiettivo dei profughi, che da quasi un anno sono ospitati in un albergo alle porte di Pavia, quello di ottenere certezze sul loro destino dopo che il Governo ha di fatto posto fine, lo scorso 31 dicembre, alle misure straordinarie che erano state adottate a livello nazionale con l’ inizio della Primavera araba. I due mesi di proroga concessi dall’ Esecutivo Monti agli immigrati, con il prolungamento fino a fine febbraio di un’ assistenza ridotta al solo vitto e alloggio e priva di tutte le forme di sostegno economico che erano state garantite fino allo scorso dicembre, appaiono infatti solo un modo per prender tempo. Da qui la protesta dei profughi, che ieri mattina hanno dapprima manifestato sotto la prefettura di Pavia, per poi spostarsi verso la stazione ferroviaria intorno all’ ora di pranzo. Giunti alla stazione poco dopo le 13.30, gli immigrati hanno occupato il binario 1, rendendo impossibile la circolazione dei treni per quasi un’ ora. I riflessi sul servizio sono stati molto pesanti, con un treno bloccato, ritardi fino a 100 minuti accumulati dagli altri convogli e traffico in tilt su tutte le tratte in transito da Pavia. Prima che i binari venissero liberati dall’ intervento dei reparti mobili della celere, in parte arrivati anche da Milano, il blocco della stazione ha infatti costretto a lunghi stop una trentina di convogli ferroviari regionali e una manciata di treni intercity Trenitalia. Ma le conseguenze dello stop si sono fatte sentire per tutto il resto del pomeriggio, con ritardi fino a 50 minuti registrati dai convo gli in circolazione sulle direttrici interessate almeno fino alle 19. D’ altra parte, che la giornata non promettesse niente di buono i pendolari lo avevano capito già dalle prime luci del mattino. Poco prima delle 8 un guasto a un treno nella stazione di Lissone, in provincia di Monza e Brianza, aveva infatti bloccato un convoglio partito da Saronno e diretto a Milano San Cristoforo. Centinaia di passeggeri erano così stati costretti a scendere dal treno, e ad attendere sulle banchine sovraffollate i convogli successivi. L’ effetto a catena in piena ora di punta aveva inoltre finito per provocare la cancellazione di altri due treni e ritardi fino a 50 minuti a un’ altra decina di convogli in circolazione sulla tratta Chiasso -Milano. Un inizio settimana tutt’ altro che rilassato per i pendolari, quindi, che venerdì dovranno fare i conti con una nuova giornata di sciopero proclamata dall’ Orsa. Ieri l’ Organizzazione dei sindacati autonomi e di base ha infatti confermato la mobilitazione in programma per il giorno 18 gennaio, che promette di provocare ancora una vol ta fortissimi disagi. Intanto, le associazioni Altroconsumo e Codacons hanno bocciato la proposta di risarcimento presentata nei giorni scorsi da Trenord ai viaggiatori colpiti dal caos di dicembre definendola una «elemosina inaccettabile». Troppo poco, per loro, il bonus del 25% sull’ abbonamento di febbraio concesso da Trenord, a fronte di class action per migliaia di euro di danni pronte a partire.
        

 
        

 

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