I rialzi interessano conti bancari, autostrade, luce, gas e trasporti
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fonte:
- Messaggero Veneto
UDINE. Le famiglie friulane spenderanno nel 2006 tra gli 800 e i 1.100 euro in piú fra bollette, assicurazioni auto, pedaggi, prodotti alimentari e no. Lo sostiene la Federconsumatori del Friuli Venezia Giulia che ha preso in esame sia il caro-bollette sia gli aumenti correlati al costo dei prodotti energetici che, inevitabilmente, vanno ad incidere sulla produzione industriale e su quella agricola. “I rincari previsti non sono di poco conto – spiega il presidente regionale di Federconsumatori, Edo Billa -, soprattutto se consideriamo anche quelli relativi ai prodotti alimentari. La stima di Federconsumatori nazionale – che, però, non tiene conto dei prodotti alimentari e industriali – è fissata in 700 euro annue per famiglia, ma se a quello studio aggiungiamo, appunto, alimenti e prodotti industriali la raffica di aumenti oscilla tra gli 800 e i 1.100 euro. Aumento stimato per una famiglia composta da tre persone, con un appartamento di 90 metriquadrati e con un reddito medio di 28 mila euro nette l`anno“. Nel caso specifico del Friuli Venezia Giulia, Federcosumatori si dice molto preoccupata, soprattutto, per “le prossime bollette dell`acqua. E` molto probabile che il prezzo dei servizi idrici aumenti con l`applicazione della legge Galli. La Regione Friuli Venezia Giulia vuole formare quattro Ato (Aree territoriali ottimali che dovrebbero corrispondere alle province), ridefinendo il prezzo del servizio erogato. Credo – aggiunge Billa -, come si è verificato in tutte le altre Regioni d`Italia in cui è stata adottata la Galli, in un aumento percentualmente sensibile“. Oltre ai servizi idrici, i cittadini pagheranno più caro il gas (circa 0,7%), seppur in maniera minore rispetto al resto dell`Italia, dove l`aumento medio è superiore al 3%. In provincia di Gorizia e Trieste ci si avvantaggia delle inferiori imposte garantite dalla zona franca; in provincia di Udine e Pordenone dalla politica industriale delle multiutility. Sale poi il costo dei pedaggi autostradali. Anche in questo caso la nostra regione si può consolare con un rincaro inferiore rispetto alle media nazionale: Autovie Venete aumenterà i pedaggi dell`1,7%, mentre Autostrade per l`Italia, la maggiore tra le concessionarie dovrebbe godere di un aumento intorno al 2,8%. Dai pedaggi al trasporto pubblico per il quale la giunta regionale ha deciso proprio pochi giorni fa un aumento del servizio del 4,8%. Nella nostra regione, poi, resta mediamente invariata l`Ici (imposta comunale sugli immobili), mentre aumenterà di circa lo 0,25% il costo dei servizi di nettezza urbana. Ci sono poi ci costi della luce (+2,5%), delle Rc auto, delle Ferrovie e del petrolio che, secondo Intesaconsumatori (Adoc, Adusbef, Codacons, Federconsumatori) “dopo la stangata tariffaria del 5,1% nei primi 10 mesi del 2005, pari a 670 euro a famiglia e a 14,7 miliardi di euro in totale, metteranno in ginocchio i redditi dei cittadini, rendendo vana la ripresa dei consumi“. “Aumenti decisi a prescindere dalla qualità del servizio, come quelli delle banche che si traducono in rincari stimati in 50 euro pro-capite, l`8,7% in più del 2005: per pagare l`eredità di Fazio a tutela dell`italianità delle banche, i correntisti si dovranno indebitare, con un conto corrente a listino che con 11 operazioni mensili sfonda per la prima volta la quota di 600 euro l`anno“. Infine, gli aumenti relativi ai prodotti alimentari: la spesa nel 2006 costerà, sempre secondo Intesaconsumatori, 216 euro, grazie soprattutto all`inarrestabile aumento di frutta e verdura. E poi ancora il mutuo della casa (cresciuto di un quarto di punto dal 1° dicembre) o quello dell`affitto che mediamente sale del 10% annuo così come il costo dell`abbigliamento dei libri.
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