11 Ottobre 2013

I resti sarebbero di una donna

I resti sarebbero di una donna

Non sono di un uomo, ma di una donna i resti umani trovati due giorni fa nel relitto della Costa Concordia. Lo dicono nuovi elementi, e ieri il tribunale di Grosseto ha disposto che siano mostrati ai parenti dei dispersi del naufragio – l’ indiano Russel Rebello e la passeggera Maria Grazia Trecarichi – «scarpe misura 38 di foggia femminile e una collana di metallo con ciondolo» trovati sul cadavere estratto dalla nave e trasportato all’ obitorio di Grosseto. Non solo, da fonti inquirenti si conferma che il cadavere aveva indumenti femminili, sembra parti di reggiseno. Emerge anche che le calzature da donna erano state scambiate per scarpe da jogging a causa della lunga permanenza in acqua. La questione, rispetto a due giorni fa, spostale aspettative dei parenti dei due dispersi del naufragio. «Questa notizia ci ha colto di sorpresa ma non voglio ancora pensare che sia mia moglie -dice Elio Vincenzi, marito di Maria Grazia Trecarichi. In passato abbiamo avuto speranza quando si è parlato di ossa, e poi non erano. Ora c’ è questa novità. Ma aspetto di avere la certezza che sia lei». «Mi hanno contattato per riconoscere degli oggetti», aggiunge Vincenzi dicendo anche che «proprio ieri mi sono sentito altelefono con Kevin Rebello (fratello dell’ altro disperso, ndr) e abbiamo parlato a lungo. Tremo al pensiero di cosa possa pensare in questo momento e sono davvero in imbarazzo a doverci parlare di nuovo». Sugli oggetti Vincenzi dice: «mi hanno contattato per sapere delle scarpe e di una collana ritrovati su quello che resta del corpo. Da quello che mi ricor do è che lei aveva delle scarpe del marchio Nero Giardini ma non saprei riconoscere il modello. Forse sarà più precisa mia figlia». Sulla collana ricorda che «quella sera mia moglie stava festeggiando il suo compleanno e mi ricordo che una sua amicale aveva donato un oggetto del genere. Quella sarei in grado di riconoscerla». Riconoscere e stabilire l’ identità dei resti ritrovati l’ 8 ottobre dai sommozzatori è molto difficile. La permanenza in mare ha trasfigurato il cadavere. Comunque già mercoledì è cominciato il lavoro del perito incaricato dal tri bunale per dare un’ identità alcadavere. Oltre ai prelievi di Dna, da confrontare con quello dei parenti – a questo punto, si fa capire, anche con il Dna dei familiari di Maria Grazia Trecarichi, non solo per quelli di Rebello – il tribunale ha confermato di aver integrato la perizia con un’ autopsia che stabilisca epoca, modalità e cause del decesso. I dubbi sui resti umani hanno convinto il Codacons a depositare in segreteria un esposto in cui si chiede l’ esatta ubicazione dei corpi sulla nave e si contestualizza il naufragio perfino rispetto a ipotesi di «traffici illeciti sull’ asse Mosca -Toscana». Prosegue intanto il piano di rimozione della nave. Costa Crociere ha “prenotato” la “Vanguard”, una nave semi sommergibile in grado di “imbarcare” Concordia, per spostare il relitto della nave dal Giglio: ha firmato un contratto con la olandese Dockwise, del gruppo Royal Boskalis Westminster n.v. da 30 milioni di dollari. Per Costa l’ uso della “Vanguard” resta una delle opzioni per la rimozione del relitto, l’ altra è il traino. Operazione costosa per pensare che sia solo una opzione. In molti hanno la convinzione, invece, che la Concordia lascerà il Giglio proprio a bordo di questa strana nave. L’ ipotesi è avvalorata dal fatto che nel contratto si parla anche di modifiche da portare alla “Vanguard” proprio per accogliere la Concordia. Nell’ annunciare la firma del contratto per assicurarsi la disponibilità della Dockwise Vanguard, Costa Crociere ribadisce che l’ operazione di trasferimento della nave avverrà a metà 2014 e che non è stato ancora deciso il porto di destinazione.3.

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