I promotori parlano di un successo. I commercianti di un flop
I promotori parlano di un successo. I commercianti di un flop
Roma. Forse i prezzi non scenderanno nel breve periodo, ma i consumatori, con lo sciopero della spesa attuato ieri, hanno almeno ottenuto di farsi ascoltare dal governo. Esasperate dai continui aumenti che ormai impediscono di fatto, a chi percepisce uno stipendio fisso e dunque a moltissime famiglie, «di arrivare alla fine della terza settimana» del mese, le associazioni dei consumatori che assieme alla Coldiretti hanno promosso la singolare protesta che ha avuto luogo per l?intera giornata di ieri, giornata in cui tutti gli italiani erano invitati ad evitare di fare acquisti. Dalle 11 e 30 alle 11 e 35 le associazioni avevano anche suggerito di spegnere tutti gli apparecchi elettrici, per protesta contro i rincari delle bollette. Tra aumenti dei prezzi dei prodotti e delle tariffe, le ultime stime dei consumatori parlano di 800 – 900 euro in più all?anno di spesa per ogni famiglia.
Di questi rincari, molti sono dovuti al caro petrolio, che influisce sui prezzi dei carburanti e di tutto il comparto energetico, quindi sulle bollette di luce e gas.
Ma ieri la protesta si è concentrata in particolare contro gli aumenti praticati indiscriminatamente dai commercianti dall?entrata in vigore dell?euro. La Coldiretti ha sottolineato che per i prodotti agricoli a volte l?aumento del prezzo è del 100 per cento dalla produzione al consumo. Per questo l?associazione sta pensando di lanciare una campagna a Natale, chiamata «Guadagno zero», durante la quale i produttori venderanno «la frutta e l?ortofrutta al prezzo di produzione direttamente ai cittadini».
Una delegazione dei consumatori che ieri mattina manifestavano davanti a Montecitorio, dove sotto le bandiere delle associazioni e della Coldiretti i manifestanti hanno preparato chili di passata di pomodoro da offrire ai passanti, è stata ricevuta dal Segretario generale della Presidenza del Consiglio, Mauro Masi, che ha mostrato apertura nei confronti delle richieste dei consumatori: «Ci ha convocato» ha spiegato Elio Lannutti, presidente dell?Adusbef «e si è impegnato a presentare le nostre rivendicazioni contro il carovita ai ministri economici competenti. Ci sono delle riforme a costo zero che il governo non attua per colpa dei vari Billè (presidente di Confcommercio) e che noi chiediamo da tempo. Ora attendiamo la politica dei fatti».
Le cifre sull?adesione allo sciopero sono contrastanti. Secondo gli organizzatori sono molti gli italiani che hanno rinunciato alla spesa. A Palermo il 45 per cento, a Milano il 55 per cento, e questi sono i numeri anche delle altre città. Nel capoluogo lombardo i manifestanti hanno preso di mira Antonio Fazio, agitando cartelli con la foto del governatore sorridente e una scritta: «Ridi, ridi che mamma ha fatto gli gnocchi con i pelati Cirio». Intesaconsumatori rimprovera a Bankitalia di non aver impedito crac finanziari che «hanno fatto perdere i risparmi di una vita» a centinaia di cittadini.
Ma sui numeri dell?adesione altri sono i dati forniti dalla Confesercenti, secondo cui si è trattato di uno «sciopero fantasma». «Un flop a tutti gli effetti» dicono i commercianti «dovuto in parte all?individuazione di obiettivi sbagliati, ma anche alla ricerca di visibilità a tutti i costi, con il risultato di un`iniziativa confusa e contraddittoria».
Intanto per i consumatori di positivo si registra che i prezzi della benzina, dopo un?estate di fuoco, tornano a scendere e abbandonano i record delle scorse settimane con un litro di carburante che aveva raggiunto il massimo di 1,367 euro al litro.
Molte compagnie hanno infatti rimesso mano ai propri listini con riduzioni fino ad un massimo di 5,6 centesimi di euro al litro annunciato dalla Erg, mentre Agip e Tamoil hanno ridotto di 3 centesimi di euro. Cali si registrano anche all?Api-Ip che ha tagliato 0,010 euro al litro, proprio nel giorno in cui dall?Istat arriva la conferma della stangata estiva: i prezzi del carburante ad agosto è salito del 9,5 per cento rispetto all?anno scorso e dell?1,1 per cento sul mese precedente. Il gasolio invece negli ultimi dodici mesi ha messo a segno un rincaro che sfiora il 20 per cento, salendo di quasi l?1 per cento rispetto al luglio 2005. Lo stesso ministro dell?Economia, Domenico Siniscalco, plaude all?iniziativa dei ribassi dicendosi «lieto» mentre dal fronte del Governo si attendono le conclusioni del lavoro della commissione Scajola che dovrebbe fornire indicazioni sui possibili spazi di intervento.
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