15 Settembre 2014

I prof snobbano le scuole di paese

I prof snobbano le scuole di paese

ALTRI tempi, quelli delle supplenze a piedi, nei paesini sperduti, dentro stanzoni rimediati, che nulla avevano della scuola: con la stufa da caricare a legna, “giocando agli indiani”, come racconta ancora uno storico ispettore ministeriale spezzino. Oggi il precario è in fuga dalle destinazioni più scomode: l’ alta valle del Vara, la Riviera, l’ ultima frangia della vallata del Magra. E così, oggi le scuole inizieranno ad organico quasi completo in centro città: ma con molti buchi in periferia, e nelle scuole di trincea, le meno richieste. Sarà che il precario, oggi, non ha più vent’ anni: e spesso ha già messo su famiglia, nell’ attesa del posto di ruolo. Fatto sta: metà nomine sono andate a vuoto, nonostante l’ afflusso di docenti dal Sud, spesso di primissima nomina, mai entrati in una classe. E di posti scoperti (scomodi) ne sono rimasti tanti. Ai dirigenti scolastici toccherà nominare dalle liste provvisorie, in attesa delle graduatorie definitive degli aventi diritto: il che significa che le classi dovranno poi cambiare l’ insegnante, con tutti i disagi del caso. Suona oggi la prima campanella per le scuole spezzine, ed i problemi sono quelli di sempre: prof che mancano, bidelli decimati dai tagli, e molti ragazzi disabili senza sostegno, con i genitori costretti a fare ricorso, per farsi dare le ore che la legge dice di assegnare, ma che spesso non si assegnano. Ci sono poi i lavori in corso, come ai Vicci: le cui cinque classi saranno in trasferta, per tre settimane almeno, al centro di formazione degli adulti dell’ Alfieri. E quelli terminati in corsa: come alle materne comunali di Rebocco, rimaste chiuse una settimana in più delle altre, aperte da giorni. E quelli nemmeno iniziati: come all’ alberghiero, dove i ragazzi saranno costretti ai doppi turni, almeno fino a Natale, se non saranno allestite le nuove cucine. Se si aggiungono il caro corredo, che il Codacons valuta in 450-490 euro, più 2% rispetto al 2013, e il caro libri, fino a 1100 euro a studente, la scuola è servita: ma per fortuna, la scuola è anche entusiasmo e passione, è fai da te e buona volontà. E questo supplisce alle oggettive carenze. L’ anno parte con tre reggenze: Portovenere agganciato a Riccò, retta da Cristina Rosi, e Levanto, abbinata al Due Giugno, presieduto da Antonella Minucci, e le scuole dell’ Umbertino, affidate a Rosaria Micheloni, che già dirige l’ Isa della media Fontana. Qualche numero: la Minucci se la vedrà con 972 ragazzi in città, e più di 600 a Levanto. Una super preside, insomma: «Amo Levanto, come amo il Due Giugno-sorride Minucci – e non sarò la sola con questi numeri: a Sarzana, un’ altra decana della scuola spezzina, Clementina Petillo, supera i 1600 ragazzi. do Si parte con i soliti problemi, ma anche il solito entusiasmo: qualche manutenzione importante l’ abbiamo ottenuta, il morale è alto, almeno quanto la fatica, e la scuola pubblica è pronta a fare come sempre la sua parte». Certo, sarebbe meglio avere più mezzi e strumenti, e dotazioni: «I tagli forsennati agli Ata, degli ultimi anni, sarebbero da rivedere-ammette la preside – le segreterie sono oberate, e senza collaboratori scolastici è difficile garantire l’ eccellente legge sull’ inclusione. Comunque, via col sorriso: i ragazzi meritano il meglio, che tutti noi sapremo certamente dare». Stamane intanto a salutare gli studenti del II Giugno per l’ anno che inizia ci sarà il ministro della Giustizia, Andrea Orlando.
sondra coggio

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