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22 Aprile 2002

I prof: basta gite con il cuore in gola

Il turismo scolastico coinvolge ormai più di quattro milioni di studenti ogni anno. In continuo aumento il giro d?affari del settore


I prof: basta gite con il cuore in gola


I docenti: troppe responsabilità e notti in bianco durante i viaggi culturali. I ragazzi: ma sono un?occasione di crescita




Gita, viaggio di istruzione, visita guidata, uscita didattica. In tre parole: scuola fuori orario. Vanno bene le città d`arte, le oasi ecologiche, le capitali europee. Anche il casolare in collina, per uno assaggio di agriturismo, fa tendenza. Non è più di moda attraversare l`Appennino, a piedi, da Bologna fino a Firenze, per chiudere gli anni del liceo e l`adolescenza. Ma era il 1914 e la «gita scolastica» in questione, un bel film di Pupi Avati girato vent`anni fa. «Quella certa idea di curiosità, fuga e scoperta non è affatto cambiata. I miei studenti aspettano la gita a Parigi caricandola di cento aspettative, per imparare a stare meglio insieme, a scoprirsi e crescere un po`. Poi, in sottofondo, gli itinerari d`arte, di lingua e di cultura», confessa Clara Mirabelli, insegnante di ragioneria. Ma non mancano le difficoltà nel gestire un viaggio di adolescenti. «La gita di tre giorni è massacrante per i docenti accompagnatori – spiega Ede Spaggiari, prof della media Rodari -. Per i ragazzi è un momento di aggregazione e di trasgressione. Nelle superiori c?è la voglia la sera di andare in discoteca e spesso avviene il primo incontro con lo spinello o il primo rapporto sessuale». Di autentici eroi-docenti parla Daniela Calderara, insegnante alla media Buonarroti: «Pochissimi accettano di organizzare un viaggio con la propria classe. Io lo faccio da 26 anni. Basta responsabilizzare gli allievi prima. Molti colleghi, che dicono di trovarsi male nelle gite, spesso non hanno attuato una adeguata preparazione».
Anche Nicola Parenza, prof della media Francesco d?Assisi è dello stesso parere, ma aggiunge: «Molto dipende dal budget economico delle famiglie. Per viaggi a Praga, Londra o Vienna spesso mi sono trovato a dover scegliere i preventivi più bassi: dormivamo fuori città, gli alberghi non erano certo confortevoli e si mangiava veramente male».
Così, a tutela dei ragazzi e delle loro famiglie, si stanno muovendo le diverse associazioni che difendono i consumatori. Marco Donzelli, presidente del Codacons di Milano, sconsiglia fortemente le scuole-vacanze all?estero: «Gli adolescenti hanno comunque sempre bisogno di un controllo anche educativo. Abbiamo ricevuto molte lamentele: i ragazzi spesso finiscono col non apprendere nulla e a volte vengono trattati con sopportazione nelle famiglie in cui sono inseriti e il controllo è molto vago».

Alessandro Miano, presidente milanese del Movimento Consumatori, è convinto che la situazione sia migliorata soprattutto nella gestione dei viaggi: «Fino a 15 anni fa i docenti affrontavano la gita allegramente, portavano a casa qualche soldino e dei benefit, insomma arrotondavano lo stipendio. Ora gli accompagnatori sono animati solo dallo spirito di sacrificio, passano le notti in bianco a controllare i corridoi, perché sono consapevoli della loro responsabilità». Pure Nunzio Buongiovanni, presidente lombardo dell?Adoc (associazione di formazione e orientamento dei consumatori) vede nei docenti accompagnatori dei missionari e invita i genitori a informarsi bene sui viaggi e soprattutto sulle scuole-vacanze: «Le proteste che giungono riguardano quasi sempre la non corrispondenza di ciò che viene offerto nel catalogo rispetto a vitto, alloggio e confort. Occorre stare attenti».
Ogni anno più di quattro milioni di studenti si muovono per fare lezione oltre i banchi, lontano dalla famiglia. Turismo scolastico con le sue regole (ormai ridotte con l`autonomia degli istituti) e i suoi affari, che girano nell`ordine di centinaia di milioni di euro all`anno. Non a caso, gite, viaggi e visite guidate, sono inseriti nel Piano dell`offerta formativa della singola scuola. Adesso, il dirigente scolastico è più libero e anche più responsabile. L`ultima importante circolare è di dieci giorni fa (nota dell`11 aprile 2002, scaricabile dal sito www.edscuola.com) e ha come oggetto il rapporto tra scuola e agenzia di viaggio. Parola d`ordine è la sicurezza. E quando la gita non raggiunge gli standard di qualità minimi, scatta la denuncia ai vari comitati di controllo. Ma il controllo principale, questa volta, viene proprio dalla scuola stessa, chiamata a rispondere in prima persona della buona riuscita della gita.

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