28 Maggio 2016

I proclami di Renzi sepolti dai numeri: più tasse sulle famiglie, crolla la fiducia

I proclami di Renzi sepolti dai numeri: più tasse sulle famiglie, crolla la fiducia
i commercialisti smascherano l’ esecutivo. intesa san paolo: così la ripresa non regge

ROMA. Diminuisce a maggio la fiducia dei consumatori e delle imprese di settori strategici per la riopresa come la manifattura, il commercio al dettaglio e le costruzioni. I commercialisti presentano uno studio dal quale emerge che anche nel 2015 il carico fiscale sulle famiglie italiane è aumentato. Insomma, una gragnuola di numeri che seppelliscono i proclami ottimistici del Governo, al punto che il ministro dell’ Economia, Pier Carlo Padoan, per contrattaccare si spinge fino a mettere in dubbio i dati: «Stiamo andando meglio di quanto ci dicono certe statistiche», dice riferendosi alla bassa produttività che continua a caratterizzare il nostro sistema economico. GIÀ LA FIDUCIA DELLE FAMIGLIE. Ma andiamo con ordine. Sul fronte dei numeri quella di ieri per la nostra economia è stata un’ altra giornata difficile. A suonare di buon mattino le campane a morto per la propaganda renziana è l’ Istat: dopo aver certificato il crollo di produzione e fatturato dell’ industria, l’ istituto di statistica mette in fila altri dati tutt’ altro che rassicuranti. A maggio l’ indice della fiducia dei consumatori diminuisce, passando a 112,7 da 114,1 del mese precedente. LE IMPRESE. A vedere nero, però, sono anche le imprese. Se nel complesso l’ Istat registra un incremento dell’ indice composito del clima di fiducia delle aziende, che sale a 103,4 da 102,7 del mese precedente, a livello settoriale ci sono cali che riguardano i settori maggiormente strategici della nostra economia: è il caso della manifattura (a 102,1 da 102,7), delle costruzioni (a 120,4 da 121,2), dei servizi di mercato (a 107,4 da 107,9) e del commercio al dettaglio (a 100,9 da 101,9). Inoltre, l’ istituto di statistica segnala che nelle imprese manifatturiere peggiorano i giudizi sugli ordini (a -15 da -14). REPORT DEI COMMERCIALISTI. Numeri che preoccupano un po’ tutti. Anche le banche. Al punto che Luca Mezzomo, responsabile ricerca macroeconomica della direzione Studi e ricerche di Intesa Sanpaolo, dice chiaro e tondo che la dinamica settoriale, in particolare per la manifattura, mostra un andamento «sicuramente incompatibile con qualsiasi attesa di accelerazione della ripresa nel breve termine». Il «calo della fiducia dei consumatori è un pessimo segnale», conferma il Codacons. In questo quadro i commercialisti presentano uno studio dal quale emerge che le famiglia italiane continuano a pagare per tutti. Sul la base dei dati Istat e Bankitalia, sui redditi, i consumi e il carico fiscale negli ultimi anni, lo studio evidenzia che tra il 2011 e il 2014 c’ è stato un aumento del 36% del numero delle famiglie in condizioni di povertà assoluta. Il carico fiscale sulle famiglie nel 2015 è aumentato dello 0,3% sul 2014 e del 2,7% rispetto al 2005. Ad essere più colpite, inoltre, sono le famiglie numerose e, in particolare, quelle con tre o più figli. Inoltre continua a diminuire il reddito disponibile e la spesa. ROMA. La maggioranza va in mille pezzi sulla questione giustizia. Tornano tesi, come sulle unioni civili, i rapporti tra Ap e Pd dopo la presentazione degli emendamenti dei relatori Giuseppe Cucca e Felice Casson (Pd) in commissione Giustizia al ddl riforma del processo penale e della prescrizione. Emendamenti che hanno ricevuto l’ apertura del Movimento 5 Stelle, ma sui quali Area popolare si mette di traverso e mette in guardia i dem dalla ricerca di maggioranze alternative “mirate”. L’ ACCUSA DI ALFANO. Il ministro dell’ Interno e leader Ncd Angelino Alfano attacca: «Dentro la commissione Giustizia del Senato -sottolinea – c’ è un residuo di area giustizialista storica, della vecchia sinistra». Il capogruppo a palazzo Madama Renato Schifani mette nero su bianco la contrarietà del partito e chiede che gli emendamenti vengano ritirati, perché non frutto di una concertazione tra alleati. Nei loro emendamenti sulla prescrizione, i relatori prevedono che i termini decorrano dal giorno in cui la notizia di reato perviene al pubblico ministero, o viene acquisita. Inoltre, il decorso della prescrizione cessa dalla sentenza di primo grado, mentre i termini della prescrizione sono raddoppiati per i reati di corruzione, fino alla sentenza di primo grado. M5S APRE AI DEM. Fatto sta che la navigazione del provvedimento si annuncia travagliata, in un clima avvelenato dal sospetto dei centristi che il Pd punti ad un’ altra maggioranza sul tema. Il pentastellato Luigi Di Maio, infatti, ha detto che della proposta Casson «si può discutere» anche se bisogna vedere se è quella di tutto il Pd. A palazzo Madama il capogruppo Ap Renato Schifani nota che in mancanza del ritiro degli emendamenti «si prospetterebbe inequivocabilmente l’ ipotesi di una maggioranza trasversale che vedrebbe esclusa Area popolare, cosí come quella che ebbe a prospettarsi sul tema delle unioni civili, argomento comunque estraneo al programma di governo». Il presidente dei senatori dem, Luigi Zanda, prova a spegnere la miccia della polemica: gli emendamenti dei relatori sono solo «ipotesi di lavoro e il loro contenuto sarà quindi oggetto di analisi e confronto nei prossimi giorni nel gruppo del Pd e con la maggioranza e in Commissione». LEGGE ELETTORALE E RIFORME, RENZI CONTRO LA MINORANZA. Ma il Pd resta spaccato anche sulle riforme e il referendum costituzionale. Matteo Renzi torna ad attaccare la minoranza interna e, soprattutto, chiude definitivamente la porta a un possibile scambio tra il referendum costituzionale e modifiche alla legge elettorale: «L’ Italicum non si discute», manda a dier a Pierluigi Bersani e compa gni. Renzi bolla la discussione come un «dibattito autoreferenziale e interno della classe politica». Ma dalla minoranza Gianni Cuperlo avverte che dopo le Amministrative se ne dovrà riparlare. Tuttavia, se Bersani spara a zero contrio renzi, gli altri leader della minoranza, Cuperlo e Speranza, usano toni più soft: «Ora pensiamo alle Comunali».
giovanni romano

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this
WordPress Lightbox