11 Settembre 2002

“I prezzi? Tutti verso l’alto”

MATERA – Prezzi tutti verso l’alto. «Nonosante le nostre ricerche, non siamo riusciti a trovarne uno solo in diminuzione rispetto alla data in cui l’euro è diventata la nostra moneta. Quei centesimi, che pure avrebbero dovuto garantire l’equità del cambio, si sono trasformati nella rovina di molte famiglie», hanno sottolineato gli esponenti di Adoc, Altroconsumo, Cittadinanza Attiva, Codacons, Federcasalinghe, Federconsumatori e Lega consumatori delle Acli. «Se il ministro delle Finanze chiede l’euro in banconota, noi sollecitiamo che siano di carta anche i 50 centesimi».
Attraverso una decina di prodotti, poi, Cotugno offre il quadro dell’escalation dei costi, per dire, alla fine, «hanno ragione da vendere i consumatori, la verità la diciamo noi e non altri». Dalla parole ai fatti sventolando un foglio in cui sono riportate le cifre del prima e del dopo. Scamorze, da 13 mila lire al chilo a 7,5 euro. Cicorie, da 1.000 lire a 3 euro. Fagiolini, da 4 mila lire a 3 euro. Zucchine, da 2 mila lire e 2 euro. Sotto accusa anche i prezzi di pomodori da salsa: da 500 lire chilo a 0,70 centesimi, meloni ed angurie sono balzati a 0,60 centesimi al chilo, mentre prima costavano 500 lire. Il pane nella pezzatura da mezzo chilo che valeva 1.700 lire, ora è balzato a 0,95 centesimi. E il segretario di Federconsumatori chiude con il prezzo della italianissima pizza margherita: dalle 6-7 mila lire della fine del 2001 agli attuali 5 euro. «Si può continuare a dire che non ci sono stati aumenti?».

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this