13 Agosto 2020

I prezzi sono ancora in ritirata Scendono ai minimi da 4 anni

i dati. l’ istat registra a luglio una flessione dello 0,4% su base annua e dello 0,2% su giugno non si può ancora parlare di deflazione vera e propria, ma il trend riflette una grande debolezza
ROMA. Alla fine Sparc Group e Authentic Brands vincono la partita per il controllo di Brooks Brothers. Si aggiudicano infatti la procedura di vendita competitiva per acquisire il celebre marchio delle camicie botton down. L’ iconica azienda di abbigliamento, attualmente di proprietà di Claudio Del Vecchio, cambia così compagine societaria dopo che i due acquirenti vincitori hanno aumentato l’ offerta iniziale portandola a 325 milioni di dollari. Il deal siglato prevede la gestione dell’ ampia maggioranza del business globale del gruppo Usa da parte di Sparc, includendo sia il portafoglio dei titoli di proprietà intellettuale sia la gestione di almeno 125 punti vendita Brook Brothers. Il closing dell’ operazione è previsto entro la fine di agosto.A inizio luglio Brook Brothers aveva depositato presso il Tribunale dello stato del Delaware la richiesta di bancarotta assistita a causa della pandemia globale e l’ effetto conseguente sui conti, attivando quindi il Chapter 11 che ha permesso all’ azienda di incassare un finanziamento da 75 milioni di dollari ed evitare la liquidazione. Sparc Group aveva avanzato una prima offerta «civetta» da 305 milioni di dollari per salvare il marchio d’ abbigliamento più antico d’ America. La vendita nell’ ambito della procedura d’ asta era vincolata alle offerte migliori e all’ acquirente che avrebbe garantito una continuità operativa. Sparc, parzialmente posseduta da Authentic Brands Group, è una società attiva nello sviluppo globale nel marketing e nell’ intrattenimento, che possiede un portafoglio di oltre 50 marchi nei settori media e moda con una vendita al dettaglio annua di oltre 2,7 miliardi di dollari. La storia di Brook Brothers è intrecciata con quella americana. Il marchio emblema degli anni Ottanta con oltre 2.600 punti vendita al dettaglio ha vestito 40 presidente americani, da Barack Obama a Donald Trump, da Abraham Lincoln a John Fitzegerald Kennedy. Ma non solo politici: Clark Gable, Andy Warhol e Stephen Colbert hanno vestito grazie a Brook Brothers. LAURA CAFARO ROMA. Nuova discesa dei prezzi a luglio che toccano il livello più basso da oltre quattro anni, certificando la fase di persistente inflazione negativa in Italia. L’ indice dei prezzi al consumo rilevato dall’ Istat ha segnato il mese scorso un calo dello 0,4% su base annua e dello 0,2% su base mensile. È la lettura finale e denota un peggioramento della dinamica (la lettura preliminare su base annua era -0,3% e in termini congiunturali -0,1%) che fa registrare un’ inflazione negativa per il terzo mese consecutivo, dopo il -0,2% di giugno e maggio, come non avveniva da giugno 2016. In rallentamento i prezzi del cosiddetto carrello della spesa, che include i beni alimentari, per la cura della casa e della persona: si passa da +2,1% a +1,2%, mentre per quelli dei prodotti ad alta frequenza d’ acquisto si osserva un’ inversione di tendenza da +0,1% a -0,1%. L’ inflazione acquisita per il 2020, calcola l’ Istat, è -0,1% per l’ indice generale e +0,7% per la componente di fondo. L’ inflazione negativa – viene spiegato – continua a essere dovuta all’ andamento dei prezzi energetici, che registrano però una flessione meno marcata (da -12,1% a -10,3%), sia nella componente regolamentata (da -14,1% a -13,6%) sia in quella non regolamentata (da -11,2% a -9,0%). Ma va detto che a concorrere sono anche il rallentamento dei prezzi dei beni alimentari (da +2,3% a +1,3%) e dei servizi (da +0,3% a +0,1%) di cui quelli relativi ai trasporti in discesa da -0,1% a -0,9%. E se tecnicamente ancora non si può parlare di deflazione vera e propria (più legata alle aspettative e al freno della spesa di consumatori e aziende con il conseguente ridimensionamento della domanda aggregata) il trend negativo riflette un indebolimento generalizzato. Un andamento che – osserva l’ Istat – continua a essere la sintesi tra «forti flessioni, seppur meno ampie rispetto a giugno, dei prezzi degli energetici e crescita, più debole rispetto al mese precedente, di quelli degli alimentari». Il contestuale ulteriore rallentamento dei prezzi dei servizi (causato per lo più da quelli relativi a trasporti e da quelli ricreativi, culturali e per la cura della persona), frena l’ inflazione di fondo che perde tre decimi di punto, sia al netto degli energetici e degli alimentari freschi, sia al netto dei soli energetici.«Un pessimo segnale per l’ economia italiana – avverte il Codacons – perché rispecchia la grave crisi dei consumi che si registra nel nostro paese. I prezzi – scendono per effetto del generale impoverimento delle famiglie causato dal Covid, che ha ripercussioni dirette sui consumi, letteralmente crollati negli ultimi mesi in quasi tutti i settori».La spirale ribassista non coinvolgeTrento, Napoli e Bolzano, tra le città più care d’ Italia. Al primo posto c’ è Bolzano che,«con un’ inflazione pari a +0,8%, ha una spesa aggiuntiva per una famiglia media pari a 254 euro.

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