2 Aprile 2020

I prezzi salgono, i clienti si arrabbiano

supermercati e negozi al dettaglio, si moltiplicano le segnalazioni di aumenti ingiustificati sulla pagina facebook dedicata
treviso Dalla pancetta ai guanti usa e getta, dalle arance alla carne, fino ai detersivi e agli igienizzanti. In queste ore si sono moltiplicate le segnalazioni da parte di cittadini che alla cassa dei market si sono trovati di fronte a brutte sorprese. Un aumento dei prezzi in diverse categorie merceologiche, che se in parte può essere giustificato per esempio dall’ aumento dei costi dei trasporti – sebbene il prezzo della benzina sia crollata – in altri casi sembra un’ azione speculativa. Chiariamo subito: non tutti hanno fatto i furbi sullo scontrino, approfittandosi del fatto che mangiando solo a casa gli italiani riempiono di più il loro carrello della spesa. Ma i dubbi su alcuni prezzi restano.Enrico Renosto ha creato una pagina di denuncia “Foto al prezzo dello scontrino” dopo le numerose segnalazioni arrivate da amici, residenti e frequentatori della pagina Quartieri vivi e attivi, dove al momento sono arrivate il maggior numero di denunce. Francesca Colombo ad esempio si chiede «come possano alcune farmacie che ne sono provviste vendere le semplici mascherine chirurgiche a euro 1,5 cadauna»; Lucio Foffano invece sottolinea l’ aumento della pancetta a cubetti, “200 grammi sono passati da 0,99 a 1.29”. C’ è chi invece come Barbara la brutta sorpresa l’ ha avuta dal macellaio: «Le braciole di maiale che costavano 8,90, sono arrivate a 19.90. Me ne sono andata».Loredana sugli scaffali ha trovato un pacco di guanti usa e getta a sette euro, e Nicole il costo del gel disinfettante quintuplicato, da due a dieci euro. In alcuni banchi del pesce gli aumenti sono arrivati a toccare il 20/30%: «Noi abbiamo trovato prezzi esorbitanti. Il pescivendolo ci ha spiegato che molte marinerie sono chiuse, e quindi l’ approvvigionamento è più complicato».Manca inoltre un grande mercato di destinazione come quello del ristoranti: ma se cala anche la quantità della merce il rischio è che il prezzo invece di scendere aumenti. «Noi non vogliamo accusare nessuno, la nostra iniziativa anzi protegge chi non specula», spiega Renosto. «I messaggi che mi arrivano continuamente sono di persone arrabbiate perché si trovano di fronte ad aumenti sconsiderati. Non sempre e non dappertutto, ma se anche la polizia locale ha deciso di mettere in piedi una task force per controllare i prezzi, significa che il problema esiste. Anzi, invito a continuare a segnalare, anche se abbiamo già raggiunto un primo risultato: quello dei controlli da parte delle forze dell’ ordine».Franco Conte, presidente regionale del Codacons, sottolinea come ci siano dei casi di speculazione, all’ interno di un quadro generale di regolarità: «Secondo l’ Istat l’ aumento dei prezzi si concentra nel settore dei generi alimentari, il costo dei prodotti da carrello a marzo è cresciuto del’ 1,2% rispetto allo 0,3 di febbraio. I reclami ricevuti riguardano rincari ingiustificati per mascherine e prodotti igienizzanti. Sul piano alimentare, soprattutto per pasta e farina, con impennate da 30 a 90 centesimi, quando non è esaurita. Non appena avremo ricevuto un numero adeguato di segnalazioni», aggiunge Conte, «interesseremo le diverse procure del Veneto perché valutino i presupposti dell’ aggiotaggio e di manovre speculative sulle merci. La collaborazione dei consumatori è essenziale. E proprio per premiare la maggioranza dei comportamenti corretti, saremo intransigenti su chi tenta di sfruttare la situazione». –Federico cipolla© RIPRODUZIONE RISERVATA.

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