15 Settembre 2005

I prezzi rallentano ad agosto e il carovita cala al 2%

Meno consumi alimentari, scende l`inflazione

I prezzi rallentano ad agosto e il carovita cala al 2% – Pesano ancora benzina e tariffe legate a gas e luce






ROMA Inflazione in retromarcia ad agosto, grazie soprattutto alla frenata degli alimentari. Secondo l`Istat la crescita dei prezzi al consumo si è infatti attestata sul 2%, in leggero calo rispetto al 2,1% di luglio scorso, mentre su base mensile l`incremento è stato dello 0,2% (in discesa rispetto al +0,4% di luglio). I prezzi dei beni alimentari, che pesano per il 16% sul risultato finale, sono diminuiti dello 0,2% sia nel confronto con agosto 2004 sia rispetto al mese di luglio. Continua invece il volo dei beni energetici e, in particolare, della benzina, saliti rispettivamente del 9,8% e del 9,5% nel giro di un anno. Oltre agli alimentari, su base annua una notevole riduzione dei prezzi si è avuta per il settore delle comunicazioni (-3,9%). Tendenza peraltro in atto già da diversi mesi. Parabola discendente anche per i prezzi di servizi sanitari e spese per la salute (-1,5%). Su base mensile l`impennata più evidente è quella dei prezzi di abitazione, acqua, elettricità e combustibili e servizi ricettivi e ristorazione (+0,3%). Fanno da contraltare agli alimentari in calo, i beni energetici che pesano per il 6% sull`indice generale e che crescono del 9,8% su anno. Ma, nell`ambito di questo comparto non è solo carobenzina: se la verde si è impennata del 9,5% su agosto scorso e dell`1,1% rispetto a luglio scorso, in ascesa risulta anche il prezzo del gasolio che totalizza un +0,9% rispetto a luglio e un +19,9% su base annua. Spingono sull`acceleratore anche i tabacchi: nel giro di un anno i prezzi sono cresciuti del 10%. A bocce ferme, se cioè la situazione rispetto ad agosto si manterrà invariata, l`Istat calcola che il tasso di inflazione (cosiddetto acquisito) per il 2005 è dell`1,9%. Questi i dati positivi di ieri, una giornata segnata però anche dalle manifestazioni dei consumatori. Il caroprezzi che, secondo le associazioni, pesa fino a mille euro sulle famiglie ha fatto infatti scattare il quinto sciopero della spesa. Con tanto di invito anche a spegnere luci e elettrodomestici per un “black out“ dei consumi elettrici di 5 minuti. E mentre i promotori dell`iniziativa, i consumatori dell`Intesa, parlano di “successo“ della manifestazione dopo essere stati ricevuti anche a Palazzo Chigi, dal fronte dei commercianti – nella consueta “guerra della cifre“ che accompagna questo tipo di iniziative – arrivano segnali in tutt`altra direzione. La Confesercenti di Roma parla infatti di un vero e proprio “flop“. L`Intesa Consumatori, sigla che raccoglie Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori, stima invece un`adesione di “un utente su tre“ che avrebbe “spento, dalle 11.30 alle 11.35 di questa mattina“ luce e staccato lavatrici, lavastoviglie e altri apparecchi elettrici, in segno di adesione al black outblackout energetico volontario mentre il “78% degli italiani“ avrebbe rinunciato ad effettuare almeno un acquisto nella tarda mattina, in concomitanza con l`iniziativa di sciopero della spesa.

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