I prezzi pagati agli imprenditori agricoli per frutta e verdura registrano un calo generalizzato
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fonte:
- La Gazzetta del Mezzogiorno
Roma I prezzi pagati agli imprenditori agricoli per frutta e verdura estive registrano un calo generalizzato rispetto allo scorso anno, ma tendono ad aumentare di tre o quattro volte quando giungono nelle mani dei consumatori attraverso la vendita al dettaglio. E` quanto rileva la Coldiretti sottolineando che l`inflazione va combattuta con la trasparenza nei meccanismi di formazione dei prezzi sui quali «è positiva la volontà espressa dal Parlamento di avviare una indagine conoscitiva».
«Eventuali motivati aumenti dei prezzi pagati agli imprenditori agricoli danneggiati dal maltempo – precisa la Coldiretti – non possono trasferirsi con ingiustificato effetto moltiplicatore nella vendita al dettaglio e costituire l`alibi di comportamenti speculativi che determinano spinte inflazionistiche, a danno di imprese e consumatori».
Per Paolo Cento (Verdi), «Di fronte all`aumento dei prezzi di tutti i generi e alla necessità di modificare il paniere dell`Istat è necessario ridare la parola ai consumatori». Cento propone di organizzare una nuova giornata di sciopero della spesa dopo quella di luglio alla quale hanno aderito il 25% circa degli italiani. È ora di «rilanciare questa iniziativa – dice – con picchetti davanti ai grandi centri di distribuzione commerciale e all`Istat».
Critiche ai dati sull`inflazione arrivano da altre associazioni dei consumatori (Adoc, Cittadinanzattiva e Acu) che chiedono panieri alternativi e un incontro con l`Istat. In particolare l`Adoc ritiene che l`Istituto «ha ignorato la realtà italiana, diffondendo dati che appaiono ai cittadini inadeguati e distanti anni luce». E` il caso del dato di Firenze, che secondo l`Istat, registrerebbe un calo dei prezzi, scesi dello 0,2%, quando «il 20% del totale delle segnalazioni di rincari – afferma l`Adoc – che in sede, sono proprio di consumatori del capoluogo toscano».
Il vice segretario di Cittadinanzattiva, Giustino Trincia, non contesta «l`attendibilità dei dati Istat quanto la loro adeguatezza in relazione alle reali spese che sopportano le famiglie italiane». Secondo Trincia il paniere alternativo «è una risposta concreta agli assurdi allarmismi di questi giorni sull`aumento di prezzi e tariffe.
CODACONS: BOOM AUMENTI DEL CORREDO DI SCUOLA –
L`aumento dei prezzi, denunciato da cittadini e associazioni dei consumatori, non risparmia il corredo scolastico, il kit che va dallo zaino al quaderno esposto in bella mostra nei negozi in vista della riapertura delle scuole.
Il Codacons, che sostiene di aver compiuto verifiche, denuncia un boom dei prezzi con punte di +29 per cento per articoli come il quaderno, passato dalle vecchie 3 mila lire dello scorso anno a 2 euro. Tutti gli articoli scolastici hanno subito, secondo il Codacons, aumenti: dai prodotti non indispensabili come gli astucci, saliti da 7 a 15 euro, a quelli non sostituibili come i libri di testo «con aumenti più contenuti, attorno al 3-4 per cento, ma comunque superiori al tasso di inflazione rilevato dall`Istat». Anche i prezzi di zaini, status symbol per bambini e adolescenti, sono lievitati: per i primi si va da un minimo di 50 euro ad un massimo di 150 per i modelli di ultima generazione con aumenti tra il 10 ed il 14 per cento, mentre i diari costano almeno 13 euro.
LANDI (ADICONSUM): CONGELARE LE TARIFFE –
Gli aumenti causati dall`inflazione stanno compromettendo i consumi e, di conseguenza, lo sviluppo economico: perciò il governo deve «prendere in considerazione l`ipotesi di congelare le tariffe e chiedere a commercio, banche e professioni di ridurre gli aumenti già attuati». Il segretario generale dell`Adiconsum, Paolo Landi, non ha dubbi: l`attuale aumento dei prezzi produce «una borghesia più ricca ed un reddito da lavoro dipendente più povero».
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