«I prezzi? Il governo cerca alibi»
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fonte:
- La Stampa
Commercianti irritati. L?Adusbef: continuano i rincari
ROMA.
«Fuori tempo massimo», «un alibi per l?inattività del governo», «lasci perdere gli appelli elettorali». L?annuncio del premier di una possibile richiesta ai commercianti di calmierare i prezzi non convince nè le associazioni di categoria (ma Confcommercio, la più importante, non ha voluto fare commenti) nè quelle dei consumatori. «Sto pensando ad un invito ufficiale ai commercianti perchè facciano un gesto importante di riduzione di una certa percentuale dei prezzo di tutti i prodotti», ha detto ieri Berlusconi a «Radio Anch?io».
«Il presidente del Consiglio lasci perdere gli appelli elettorali e ci convochi subito dopo le elezioni per discutere seriamente del problema», gli ha risposto subito il numero uno di Confesercenti Marco Venturi. «Berlusconi vanta sempre di essere un imprenditore, conosce quindi i meccanismi di formazione dei prezzi e non dovrebbe scordarlo nemmeno in campagna elettorale».
Le organizzazioni della grande distribuzione come Indicod e la Lega delle Cooperative sottolineano di avere già agito nella direzione di un abbassamento dei prezzi: «Supermercati, ipermercati e, in generale tutta la distribuzione moderna, stanno avendo un ruolo deflattivo nel settore alimentare e, in generale, stanno dando un fortissimo contributo al contenimento dei prezzi».
L`appello ai ribassi non piace neanche alle associazioni dei consumatori, che sottolineano il «sapore elettorale» delle parole di Berlusconi. L`Adusbef calcola che «l`inerzia del governo sui prezzi è costata 3650 euro a famiglia, per un impoverimento complessivo di oltre 76 miliardi». Adoc e Federconsumatori ironizzano: «Evidentemente il premier per la prima volta in due anni e mezzo è andato a fare la spesa accorgendosi di un fenomeno diffuso e ingiustificato». Sulla stessa linea d`onda il Codacons che parla di «una colossale balla elettorale». Secondo l`Adiconsum Berlusconi dovrebbe innanzitutto mettere in campo strumenti di intervento contro nuove speculazioni. «Si sta aprendo la stagione del turismo. Nei casi di aumenti del 20-30% il governo cosa farà? Intende tollerarli o farà delle verifiche fiscali?».
La Cgia di Mestre invita il premier a considerare gli aumenti nei settori delle «banche, compagnie petrolifere e assicurazioni, visto che le commissioni bancarie, la benzina e le tariffe Rc auto sono aumentate in misura superiore al tasso di inflazione, ed incidono in maniera più sostenuta delle zucchine, piuttosto che del pane, sui bilanci familiari».
A Berlusconi risponde indirettamente anche il presidente della Commissione europea Romano Prodi in una intervista apparsa ieri sul settimanale Gente. «Senza l`euro saremmo rovinati», ricorda il leader dell?Ulivo ai detrattori della moneta unica. Quindi si chiede: «Se una cartolina costa 1500 lire e un euro ne vale 1936,27, e la cartolina viene poi venduta ad un euro, la colpa è dell`euro o di chi la vende? O di chi doveva controllare e non l`ha fatto?».
«La sinistra può ragliare contro il governo fin che vuole per il caro prezzi, ma la verità è che il costo della vita è aumentato enormemente per colpa dell`euro e che l`euro l`hanno voluto loro», risponde il leghista Roberto Calderoli. Natale Ripamonti dei Verdi è convinto che l`appello del premier «arriva dopo che per mesi e mesi il governo non ha attuato alcuna misura di controllo dell`andamento dei prezzi sia alla produzione che alla distribuzione».
Comunque la si pensi, secondo quanto emerge da una elaborazione dei dati «Eurobarometro 2004» il problema prezzi è sentito da un cittadino su cinque della nuova Europa a 25. E a differenza di quanto si potrebbe intuire, la percezione di un rincaro della vita non è molto diversa fra i Paesi più ricchi dell?Europa e i Paesi dell?ex blocco dell?Est. In Italia lo si sente comunque più che in tutti gli altri: secondo l?elaborazione, nel nostro Paese si registra il maggiore livello di preoccupazione, pari al 45%, più del doppio rispetto alla media del continente.
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