I prezzi di frutta e verdura schizzano alle stelle
I prezzi di frutta e verdura schizzano alle stelle
La giornata della colletta alimentare è stata come sempre un successo. La generosità dei veronesi in queste occasioni non si smentisce mai: quando c`è da aiutare chi ha bisogno i cuori e i portafogli si aprono. E mai come in questo caso era necessario: perché davvero ci sono anziani o famiglie che fanno fatica anche a fare la spesa tutti i giorni. E allora abbiamo voluto andare a vedere e renderci conto di come crescono i prezzi prima di arrivare al negozio o al supermercato. Con sorprese e conferme: le sorprese dei rincari e le conferme che la spesa è sempre d`oro. Anche sulle tavole dei veronesi il conto della frutta e della verdura è sempre più salato. A pochi giorni dall`ennesima denuncia del Codacons e dell`Adusbef sui rincari delle ultime settimane, abbiamo cercato di capire quale sia la reale incidenza di questi prodotti sui nostri portafogli alla vigilia della stagione fredda, quando solitamente la lancetta di prezzi si impenna verso l`alto. Risultato: ad oggi il ricarico medio è del 250% dal campo alla tavola, raramente di meno, spesso di più. Va innanzitutto ricordato che mai come quest`anno l`autunno è stato mite e secco. Quindi nessun intralcio alla raccolta e alle produzioni tardive. Niente gelo, neve, ghiaccio sulle colture, siccità né piogge prolungate o alluvionali. Lo ricordano da diverse settimane sia Coldiretti che la Confagricoltura per impedire le solite speculazioni di inizio stagione. Vi ricordate il gelido inverno 2002? Era quello delle zucchine impazzite, delle carote a peso d`oro e della lattuga e del radicchio a 3 euro al chilo. Quest`anno, al contrario, c`è abbondanza di prodotto per la maggior parte delle derrate ortofrutticole. I prezzi, quindi, dovrebbero rimanere più o meno costanti anche nelle prossime settimane. Ma veniamo alla nostra inchiesta. Sulla scorta dei listini diffusi dall`Ismea per i prezzi all`origine e dalla Veronamercato per quelli all`ingrosso, abbiamo cercato di capire quali siano i reali ricarichi sul costo dell`ortofrutta dal campo alla tavola. Ebbene, come era tutto sommato noto, se fino all`ingrosso la catena logistica non subisce troppi scossoni, è verso al dettaglio che il prezzo si impenna. Ad ogni passaggio di mano il prezzo aumenta di almeno il 70%, per arrivare nelle mani del consumatore a non meno del 250% in più dal prezzo all`origine nella migliore delle ipotesi. Già, perché per talune tipologie di frutta il ricarico medio è a quanto pare del 400%, con casi clamorosi come quello delle carote e delle patate. Partiamo dalle arance (tipo Navellina). Al produttore siciliano vengono pagate tra 0,28 e 0,31 euro al chilo. Sui banchi della Veronamercato si trovano a non meno di 0,65, per arrivare sui quelli dei fruttivendoli attorno 1 euro e 80 con punte di 2. In questo caso il ricarico è 500%. I ricarichi sono vicini al 400% anche per i limoni, per non parlare dei pompelmi e delle clementine, con ricarichi di almeno il 300%. Il vero mistero riguarda le carote. Arrivano sui banchi della Veronamercato a circa 0,40 euro al chilo, mentre al dettaglio costano più o meno 1 euro con punte di 1,20 tra i piccoli dettaglianti. Se però andiamo a controllare il prezzo all`origine ci accorgiamo che ai produttori vengono pagate tra 8 e 10 centesimi al chilo. Carote d`oro? A quanto pare solo per chi le vende al consumatore finale. Discorso analogo per le patate che passano da 0,29 a 1.5 euro al chilo. I kiwi, invece, da 40-42 centesimi alla produzione si portano fino a 1,60-1,70, con punte di 2,5 euro in alcune rivendite del centro storico. Anche in questo caso il prezzo su gonfia di almeno il 300%. Si specula anche sul pomodoro da insalata che già deve già fare i conti con la concorrenza cinese, sempre più serrata. Va un po` meglio per la verdura, ma i cavolfiori ed il radicchio non si sottraggono a questa strana legge del mercato con i prezzi che salgono di oltre il 300%. Nei frigoriferi della grande distribuzione si notano poi sempre più spesso prodotti stranieri: mele o pere dal Perù, uva da tavola spagnola, ortaggi dal sud della Francia e agrumi dalla Grecia, con un packaging spesso accattivante e attraente. Probabili in questo caso più passaggi di mano in grado di complicare ancor più la filiera. Come più volte evidenziato dalla Coldiretti, ad incidere pesantemente sul prezzo di frutta e verdura sono dunque le fasi del percorso dall`ingrosso al dettaglio con costi di trasporto, logistici, degli imballaggi e i relativi ricavi dei vari operatori sempre più incidenti sul prodotto finale. La pur legittima concorrenza degli altri Paesi ha contribuito in pratica ad aumentare le importazioni senza che le esportazioni compensassero a sufficienza l`import dei prodotti dall`estero. Ci si chiede quindi se la frutta italiana (e veronese) sia presente in ugual misura nel resto d`Europa.
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Tags: Coldiretti, confagricoltura, frutta, ismea, ortofrutta, Prezzi, spesa, verdura
