I prezzi della Mostra
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fonte:
- Il Gazzettino
D`accordo, i dieci giorni della Mostra del cinema sono l`unico momento in cui al Lido c`è il pienone e ci sono davvero molti turisti disposti a spendere. Il fatto che inviati, operatori e rappresentanti delle case di produzione possano in qualche modo “scaricare“ lo scontrino non significa comunque che per una bottiglia da mezzo litro di acqua minerale occorra sborsare due euro (3.872,54 lire, tanto per parlare chiaro), per una lattina di bibita gassata tre euro (5.808, 81 lire), per un piattino di patatine fritte quattro euro e per un primo piatto sette euro. Questa successione di numeri altro non è che un esempio di quanto offre la mensa-bar allestita sotto un grande tendone di fronte all`ex Casinò proprio come servizio a chi, per lavoro o per diletto, va ad assistere alle proiezioni. Nello stesso posto, per un caffè al banco chiedono – chissà perché – un euro in luogo dei soliti 80 centesimi. Evidentemente, basta essere in presenza di una situazione di necessità che subito qualcuno ne approfitta. Per questo motivo la Biennale, che dà in appalto il servizio, dovrebbe forse pretendere prezzi semplicemente più giustificabili di quelli che si sono visti (e pagati) in questi giorni.
E` la sensazione provata anche dal presidente nazionale del Codacons, Carlo Rienzi, che venerdì si trovava al Lido per la consegna di un premio. Passando tra i bar e i ristoranti nell`area della Mostra, è rimasto scandalizzato dai prezzi praticati all`utenza e ha chiesto l`intervento dei carabinieri del Nas per accertare la correttezza dei costi applicati.
Come al solito, anche se generalizzare sarebbe ingiusto nei confronti dei tanti operatori seri, il periodo di massimo afflusso si è trasformato non in un momento promozionale per l`isola e la stessa città di Venezia, ma nella solita reincarnazione della filosofia del “tanto questo non torna più e quindi posso fregarlo“. C`è chi ha ritoccato i prezzi verso l`alto e chi, mantenendo invariato il prezzo, muove invece le leve della qualità o della quantità. Così, si può scoprire che un panino con prosciutto crudo possa prenderne il sapore anche se farcito con una sola, sottilissima, fettina.Anche in San Marco, chiusa per la festa di Shark Tale, si sono rivisti i soliti, elevatissimi, prezzi. Nei numerosi punti ristoro all`interno dell`area recintata una bibita gassata costava tre euro e mezzo, una minerale due. In questo caso, nessuno ha pensato di lamentarsi perché l`ingresso era comunque gratuito e corredato da altri piccoli gadgets offerti dalla casa di produzione.
Al termine dello spettacolo, non c`è sollievo nemmeno bevendo qualcosa in uno dei locali più alla moda della città. Le cameriere, ad un cenno di domanda, rispondono che non parlano italiano e poi servono una Caipirinha troppo liquida, mal zuccherata e aspra: in una parola, imbevibile. Altrettanto lo è il prezzo: 8 euro, senza tante scuse. Meno male che ogni anno i tredici milioni di turisti che arrivano a Venezia sono – a parte rare eccezioni come i frequentatori della Mostra – sempre persone differenti.
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