21 Febbraio 2008

I prezzi del petrolio continuano a bruciare record storici

ROMA – Mentre i prezzi del petrolio continuano a bruciare record storici (ieri ha toccato il picco di 101,27 dollari) mettendo in fibrillazione l`economia internazionale, in Italia potrebbe arrivare presto un alleggerimento fiscale per contrastare le fiammate dei prezzi di benzina e gasolio. L`intervento sull`accisa, previsto dalla finanziaria 2008, potrebbe scattare entro fine mese e tradursi, secondo quanto ha riferito ieri l`Ansa, in un calo di 1-2 centesimi di euro al litro. Il Governo è al lavoro per “intervenire“, ha spiegato Umberto Carpi consigliere per l`Energia del Ministro Bersani, e dare “un segnale di principio“. “Stiamo lavorando e ci sono costanti contatti in corso tra il ministero dell`Economia e quello dello Sviluppo Economico. Stiamo facendo i conti“, ha aggiunto Carpi confermando che “il decreto attuativo“ potrebbe essere varato entro la prossima settimana. In pratica, il provvedimento potrà essere adottato per la prima volta entro il 28 febbraio prossimo. Una misura, prevista “per restiture ai consumatori quello che lo Stato guadagna, in termini di Iva, dall`aumento dei prezzi internazionali“. Un “tesoretto“ che la Cgia di Mestre ha stimato in oltre due miliardi di euro tra il 2006 e il 2007. “Si sta lavorando per applicare il meccanismo previsto dalla Finanziaria“, ha chiarito il consigliere di Bersani. In questa fase il governo intende prendere a riferimento “solo i primi due mesi dell`anno“, applicando il meccanismo previsto dalla manovra in materia di scostamento delle medie del petrolio dal valore indicato nel Dpef. Il taglio delle accise di 1-2 centesimi che il Codacons giudica giudica tardivo e insufficiente (“basti pensare agli oltre 67 miliardi sborsati dagli automobilisti negli ultimi 5 anni solo per i prelievi fiscali sui carburanti“) arriva in coincidenza con i nuovi aumenti scattati ieri in quasi tutti i principali marchi presenti in Italia. Con la verde che vola a quota 1,4 euro nella maggior parte degli impianti della penisola, ed il gasolio che sale sempre più in alto, ormai ad un soffio da un nuovo record storico. Secondo il Quotidiano Energia, a rimettere mano ai listini di vendita sono state tutte le compagnie, tranne l`Agip. Con aumenti fino a +1,2 centesimi per la benzina e fino a quasi 2 centesimi per il diesel che alla Shell è salito a 1,324 euro al litro, ad un passo dal record di 1,327 euro toccato ad inizio anno. E mentre la Coldiretti lancia l`allarme sugli effetti del caro-petrolio (l`80% dei trasporti italiani avviene su gomma incidendo fino ad un terzo del prezzo di frutta e verdura ) da Adusbef e Federconsumatori arriva un giudizio positivo sulle verifiche promosse dal ministro per lo Sviluppo Economico, Pier Luigi Bersani, su “eventuali atti speculativi sugli aumenti della benzina“. I livelli toccati in questi giorni, spiega una nota, significano 36 euro in più all`anno per la benzina e altri 29 per le ricadute sui costi di trasporto. Per risolvere la situazione, consigliano Adusbef e Federconsumatori, serve la “razionalizzazione dell`intera rete“, “l`apertura negli ipermercati di distributori di carburante“, “la cancellazione degli inutili gadget“, una maggiore incentivazione del self-service e la modernizzazione di tutti i distributori. Queste operazioni “permetterebbero di risparmiare in media 12-13 centesimi per litro di carburante, cioè sei euro per ogni pieno di benzina, pari a 144 euro l`anno“. I petrolieri intanto passano al contrattacco rinviando al mittente le accuse di speculazione. “Negli ultimi 15 giorni in Italia – sottolinea il presidente dell`Up, Pasquale De Vita – il prezzo della benzina è aumentato in Italia di 1,5 centesimi, in Francia di 3 centesimi e in Germania di 2,8 centesimi, cioè il doppio: la forbice non può essersi allargata“, aggiunge De Vita. E dagli ambienti vicini alle compagnie non si manca di evidenziare che “mentre la benzina in un anno è salita del 15%, il prezzo del greggio è aumentato invece dell`80%“. L`ultima parola su questo punto arriverà però oggi con la verifica annunciata da Bersani. “Noi teniamo conto del differenziale – rileva – con la media Ue per capire se ci sono elementi speculativi“.

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