14 Settembre 2007

I prezzi degli alimentari corrono troppo

I prezzi degli alimentari corrono troppo
La Bce: aumenti del 30% in agosto. In Italia boom per pane, riso e pasta, frutta

PROTESTA Consumatori in piazza contro i prezzi stellari, e niente pacchi di spaghetti nella borsa della spesa. Sciopero della pasta (scelta a simbolo dei generi alimentari che costano sempre di più), ieri, mentre a rafforzare la protesta arrivano i dati Istat sull`infla- zione e pure l`allarme della Banca centrale europea: “Negli ultimi mesi la dinamica dei prezzi degli alimentari è aumentata, con un incremento in agosto del 30% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno“, rileva la Bce nel bollettino di settembre che, pur cercando di ridimensionare il problema, ammette che “le prospettive per i prezzi degli alimentari sia mondiali sia interni rimangono caratterizzate da una elevata incertezza“. Un`analisi che conforta la protesta indetta dalle associazioni dei consumatori Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori, per la prima volta insieme ai produttori di Coldiretti e Cia, con presidi in oltre cento piazze italiane. Uno sciopero che anche Anna Bartolini, la rappresentante italiana al Consiglio europeo dei consumatori, considera assolutamente “legittimo“. Al quale, secondo le associazioni che hanno svolto un`indagine campione, ha aderito il 67% dei consumatori. A ulteriore conferma del lievitare dei prezzi, con un`inflazione ad agosto in rialzo dello 0,2% su luglio e dell`1,6% sull`anno, pane e cereali schizzano del 2,9% su base annua (2,5% a luglio). In particolare, il prezzo del pane è aumentato del 4,2% negli ultimi dodici mesi, quello della pasta del 3%. Per la frutta siamo al +6,1%, per la carne al 2,4% dal 2,3% di luglio. Si registra invece la riduzione delle spese telefoniche (-5%) e dei prodotti sanitari (-3,7%), dovute perlopiù alle liberalizzazioni di Bersani. “Il governo deve intervenire – dicono le associazioni – sorvegliando, ma anche prevedendo forme di risarcimento sociale già dalla prossima Finanziaria“. Questa crescita a tassi davvero elevati, lamenta la Coldiretti, riguarda solo i prezzi al consumo, perchè “aumentano in media di cinque volte dal campo alla tavola“. Fra l`altro gli aumenti scoraggiano i consumi: gli acquisti in quantità della pasta sono calati del 5,6% e quelli del pane del 6,1% secondo i dati Ismea- AcNielsen relativi ai primi cinque mesi del 2007. La Coldiretti parla di speculazioni, e cita una serie di comparazioni dei prezzi alla produzione e al consumo: dal grano (0,22 euro/kg) al pane (2,7 euro/kg) l`aumento del prezzo è del 1100%, dal grano (0,22 euro/Kg) alla pasta fresca (4,5 euro/Kg) la crescita è del 1900%, dal latte alla stalla (0,35 euro/litro) a quello nella tazza (1,4 euro/litro) l`incremento è del 300%. Confindustria denuncia al contrario il forte aumento delle materie prime, che si riversa poi sul prezzo finale dei beni alimentari. E analoga è la posizione di Confcommercio. Alla base degli aumenti degli alimenti, secondo la Bce, ci sono però soprattutto ragioni di ordine globale, come “l`aumento dei prezzi di beni energetici e fertilizzanti, i bassi livelli delle scorte, la scarsità di alcuni raccolti, e il forte aumento della domanda“. Per il futuro, “non è ancora chiaro in che misura le varizioni climatiche potranno contribuire all`andamento dei prezzi degli alimentari“. Allarmati anche i produttori. Uno per tutti, l`imprenditore Vincenzo Divella, amministratore delegato dell`azienda di famiglia: “Penso che in questo frangente il governo nazionale – dice – si comporta come se non abbia compreso la gravità della situazione. Spero che ora lo abbia compreso“. E al governo si appellano anche i sindacati, che chiedono una “seria politica dei redditi“. Palazzo Chigi, che ha già aperto un tavolo di confronto in materia, intende innanzitutto monitorare la situazione, e ricorda che è possibile “assorbire i rincari dei prodotti alimentari“, come dice il ministro dello Sviluppo Pierluigi Bersani. “Credo che in tutta la filiera ci sia la possibilità di assorbire al meglio i rincari“.

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