I prezzi al dettaglio sono aumentati mediamente dello 0,2%
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fonte:
- La Nazione
La crisi del gas e più in generale i rincari della cosiddetta “bolletta petrolifera“ (che riguarda cioé il costo dell`oro nero e di tutti i suoi derivati, benzina in testa) iniziano a farsi sentire nel portafoglio delle famiglie. Secondo i primi dati relativi a gennaio elaborati dall`Ufficio Statistica del Comune, nel primo mese dell`anno i prezzi al dettaglio sono aumentati mediamente dello 0,2% facendo lievitare il tasso tendenziale annuo di inflazione al 2,2% rispetto al 2,1% registrato alla fine del 2005. Pisa è così perfettamente allineata con il dato medio nazionale, dove l`impennata dell`inflazione è stata ancora più marcata registrando un balzo in avanti di due decimi di punto, appunto dal 2% di dicembre al 2,2% di gennaio. Il debutto del nuovo paniere dei prodotti utilizzati per il calcolo del tasso di inflazione ? escono alcune voci e ne debuttano altre, altre ancora vengono rimodulate nei pesi rispetto al totale dei prodotti considerati ? registra su Pisa i maggiori incrementi per il capitolo “abitazione, energia e combustibili“ (+0,6% in un mese e ben +5,3% su base annua). E le brutte sorprese non sarebbero finite. Gli esperti prevedono nuovi rincari legati al petrolio e al gas in febbraio e marzo che potrebbero far attestare il tasso di inflazione al 2,5% rosicchiando ulteriormente il potere d`acquisto di stipendi e pensioni. Ma anche altre due voci sostengono la corsa dei prezzi: per la precisione il capitolo “altri beni e servizi“ che segna +0,8% in un mese e un più contenuto +2,9% su base annua (sono qui compresi, ad esempio, i rincari per i servizi bancari) nonchè il capitolo “ricreazione, spettacoli e cultura“ che sconta +0,7% negli ultimi trenta giorni (ma, per fortuna, un modesto +0,8% in un anno): in questo caso pesa il ritocco ai listini di libri, personal computer, tv color, pacchetti vacanza tutto compreso. C`è per fortuna almeno una buona notizia: la netta contrazione delle spese per il settore “sanità e salute“: in un mese i prezzi sono diminuiti addirittura dello 0,8% e questo grazie all`entrata a regime della legge sugli sconti (fino al 20%) su medicinali e prodotti per la salute acquistati in farmacia. Più contenuti gli incrementi per i “prodotti alimentari“ (+0,3% in un mese e +0,6% in un anno), “abbigliamento e calzature“ (rispettivamente +0,1% e +3,0%), “mobili e articoli per la casa“ (+0,1%, +1,4%) mentre risultano invariati i prezzi per le voci trasporti, comunicazioni e istruzione. Sul versante dei commenti si registra, ancora una volta, la dura presa di posizione di Intesaconsumatori (il cartello che riunisce le associazioni Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori) che accusa l`Istat di “fotografare una realtà virtuale che ormai non inganna più i consumatori italiani, costretti a subìre aumenti assai superiori a quelli prospettati dall`istituto di statistica. La realtà è una sola: con questi continui rincari le famiglie fanno sempre più fatica ad arrivare a fine mese“.
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