I prezzi al consumo tornano a salire
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fonte:
- Il quotidiano della Calabria
Secondo l?Istat a marzo l?inflazione si è attestata al 2,7% a fronte del 2,6% di febbraio
ROMA. Tornano a salire i prezzi al consumo. Secondo l`Istat a marzo l`inflazione si attesta al 2,7% nei confronti dello stesso periodo del 2002, contro il 2,6% registrato a febbraio. Una variazione che nel terzo mese del 2003 è stata pari allo 0,3% in più rispetto a quello precedente. E l`impennata dei prezzi si ripresenta dopo che, a febbraio, i dati avevano fatto tirare un sospiro di sollievo segnando una flessione al 2,6% contro il 2,8% di gennaio. Secondo il ministro delle Attività produttive, Antonio Marzano, qualsiasi valutazione su questi dati deve però tenere conto del contesto. La crescita dell`inflazione a marzo non è casuale, secondo Marzano, ma è legata agli sconvolgimenti derivanti sul piano internazionale dalla guerra in Iraq e all`aumento del prezzo del petrolio. Proprio l`oro nero, dice il ministro, ?ha avuto qualche fibrillazione? ed è normale che l`energia abbia una pesante influenza sui prezzi. Nel dettaglio, a risentire maggiormente dell`aumento dell`inflazione rispetto al mese scorso è stato il capitolo dei trasporti, in aumento dello 0,4% e quello degli alberghi, ristoranti e pubblici esercizi, in crescita dello 0,5%. I prezzi sono rimasti invece invariati alla voce `comunicazioni` e `ricreazione, spettacoli e cultura`. Su base annua, rispetto allo stesso mese dello scorso anno , è invece il capitolo `altri beni e servizi` a far registrare l`aumento più marcato, con un +4,2%, seguito da `Alberghi, ristoranti e pubblici esercizi` che segna un +4,0%. In calo rispetto a marzo 2002 i prezzi medi dei servizi sanitari (-0,7%) mentre nelle `comunicazioni` si registra una contrazione dello 0,4%. E il generale aumento dei prezzi al consumo registrata a marzo preoccupa il responsabile economico della Margherita Enrico Letta, che torna a chiedere al governo maggiore attenzione al problema. Motivo di perplessità secondo Letta è ?l`assenza di un`organica e completa politica del governo per fronteggiare questo andamento così negativo?. A chiedere con urgenza una manovra di Palazzo Chigi è anche il presidente della Confesercenti, Marco Venturi, che spera che l`intervento da parte del governo ?non dovrà gravare ancora una volta sulle spalle e sulle tasche dei cittadini e delle imprese?. Una strategia la propone l`Intesa dei Consumatori: ?Se l`esecutivo realizzasse la riduzione di 7,50 centesimi al litro dei carburanti e l`abbattimento dell`Iva del gas dal 20% al 10% – ribadiscono Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori – si potrebbe ottenere un risparmio annuo di 259 euro?. Un risparmio, che potrebbe rappresentare un piccolo passo avanti per la ripresa dei consumi. I dati dell`Istat preoccupano anche Marigia Maulucci, segretario confederale della Cgil, secondo la quale l`inflazione di marzo ?senza aspettare ulteriori prevedibili rialzi ci allontana dall`Europa?. Più ottimista Confindustria. Il direttore generale Stefano Parisi sottolinea che quello dell`inflazione ?non è un problema grosso? e che ?occorre tenere bassi i costi di produzione e far funzionare la politica dei redditi?.
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