15 Ottobre 2018

I PRECEDENTI IN ITALIA

 

Class action chiuse CON UNA CONDANNA… Commissioni bancarie Altroconsumo (e altre) contro Intesa Sanpaolo sulle commissioni per scoperto di conto: la Corte d’ Appello di Torino ha confermato la condanna per applicazione di commissioni illegittime sui conti scoperti. Rimborsi per solo sei persone sulle oltre 100 che avevano aderito in gran parte non ammesse perché la sottoscrizione non era autenticata. Viaggi Unione nazionale consumatori contro il tour operator Wecantour: Il tribunale di Napoli ha riconosciuto il danno da vacanza rovinata per i turisti che, nel Natale 2009, avevano pagato per un resort 4 stelle in Zanzibar per poi disporre di servizi al di sotto degli standard pattuiti. Pendolari Altroconsumo, Codacons, Associazione Codici Onlus contro Trenord per i danni ai pendolari: la Corte d’ Appello di Milano, ha condannato la società a risarcire il danno sofferto dai pendolari per i disservizi dell’ inverno 2012. È stato riconosciuto un diritto risarcibile ulteriore rispetto a quanto coperto dai “rimborsi per ritardo”, ritenendo che in quel periodo di continui disservizi e ritardi gli abbonati avessero sviluppato una “forma di ansia e insofferenza” qualificabile come danno non patrimoniale. Tale danno è stato quantificato, in via equitativa, in una somma di 100 euro (3000 aderenti). Dispositivi medici Codacons contro Voden Medical Instruments per la messa in commercio di un test influenzale privo dei requisiti vantati: la Corte di cassazione ha confermato la sentenza di condanna espressa dalla Corte d’ appello di Milano relativa al test per la rilevazione dell’ influenza “suina”. … e ancora IN CORSO Auto Altroconsumo ha promosso contro Volkswagen due cause che hanno superato il filtro di ammissibilità. Per la prima (consumi), l’ accusa è aver posto in essere pratiche commerciali scorrette mediante omologazione e diffusione di dati errati su emissioni e consumi di carburante. Per la seconda (emissioni) sotto accusa c’ è la diffusione di informazioni non rispondenti al vero sulle emissioni che, a differenza di quanto dichiarato, superavano in modo rilevante il limite di legge per l’ omologazione Euro 5. Chiesto un risarcimento pari al 15% del prezzo di acquisto. Circa 90mila gli aderenti. a cura diCleary Gottlieb.

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