11 Marzo 2011

I precari tornano in piazza

La manifestazione è organizzata dal comitato di precari e sottoprecari della scuola

 Gli insegnanti novaresi scendono in piazza contro i tagli della riforma Gelmini. Ad organizzare la manifestazione, che si terrà oggi alle 13 in piazza Matteotti, è il comitato dei precari e sottoprecari della scuola. Intanto si delinea il numero dei docenti che a fine anno lasceranno le cattedre per il pensionamento, 109 in provincia, mentre si fanno le prime stime sulle riduzioni per il prossimo anno scolastico, che dovrebbe portare al taglio di un centinaio di posti nel Novarese. «La scuola pubblica è gravemente attaccata – sostiene il comitato dei precari – lo dice il numero dei docenti allontanati negli ultimi tre anni, lo confermano le classi insicure denunciate dal Codacons, lo denunciano le migliaia di alunni disabili dimenticati dalle istituzioni con orari ridotti e senza insegnanti di sostegno. Per questo protestiamo». Nel frattempo il Ministero ha comunicato le cifre (che dovranno essere confermate nei prossimi mesi) che riguardano il Piemonte: 1.237 cattedre in meno (701 alle Elementari, 78 alle Medie e 458 alle Superiori). Tagli anche a 135 dipendenti Ata (segreterie e bidelli). L’ unico incremento riguarda i 58 in più nella scuola dell’ infanzia. Nel Novarese, secondo le stime sindacali, i tagli saranno in linea con quelli dell’ ultimo anno scolastico, quando furono perse 111 cattedre (47 Elementari, 10 Medie e 62 Superiori). Attualmente i docenti in provincia di Novara sono 3.487: sono 492 nella scuola dell’ infanzia (ed è previsto un incremento), 1.290 alle Elementari (potrebbero essere perse una cinquantina di cattedre, 728 alle Medie (l’ ipotesi è di una riduzione inferiore alla decina di posti) e 977 alle Superiori (la riduzione dovrebbe oscillare tra le 35 e le 45 cattedre). A questo si aggiungono i posti che saranno lasciati liberi dai pensionamenti: 9 alla scuola materna, 33 alle Elementari, 33 alle Medie e 34 alle Superiori. Ci saranno poi 34 pensionamenti nel personale Ata (segreteria, bidelli, tecnici di laboratorio). «La riduzione dell’ organico penalizzerà soprattutto le scuole con molti plessi – dice Giambattista Cattaneo, segretario Cisl Scuola – perché non sarà facile garantire la sicurezza ed il servizio con un personale ridotto all’ osso». «La riduzione è l’ effetto della diminuzione delle classi a tempo prolungata nella primaria – osserva Luigi Nunziata, segretario Cgil Scuola – ma riguarderà la scuola superiore per effetto dei nuovi ordinamenti applicati sia alle prime che alle seconde classi, per la riduzione a 32 ore nelle quinte classi dell’ istruzione tecnica e nelle terze classi dell’ istruzione professionale, per la riduzione dei corsi serali e l’ innalzamento del rapporto medio degli alunni per classe». «C’ è da chiedersi – osserva Laura Razzano, segretaria della Gilda – come sarà possibile in queste condizioni garantire la qualità dell’ insegnamento, con le classi sovraffollate ed ormai ai limiti delle condizioni di sicurezza».

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