13 Agosto 2010

I postini buttano le lettere ma nessuno li licenzia

C’ è chi preferisce i boschi, chi invece rogge e canali d’ irriga zione, chi se la porta a casa o la nasconde nel bagagliaio dell’ au to echi più brutalmente opta direttamente per i cassonetti della spazzatura. Sono i luoghi dove va a finire molta posta degli italiani per via di postini distratti o fannulloni. L’ ultimo caso arriva da Roma, dove ieri un portalettere 40enne ha gettato migliaia di lettere dei cittadini nel cassonetto. «Dovevo andare in ferie e avevo molto lavoro da smaltire», siè difeso.Al rientro delle vacanze dovrà rispondere del reato di sottrazione di corrispondenza visto che i carabinieri lo hanno immediatamente denunciato. Una postina di Torino, scoperta dalla polizia qualche giorno fa, di lettere ne aveva accumulate circa 14mila. Faceva credere all’ azienda per cui lavorava di averle regolarmente distribuite e, invece, le consegnava ad alcuni amici perché le nascondessero. Inefficienze all’ italiana di cui sono piene le cronache, soprattutto d’ estate quando la consegna della posta è quasi da bollino nero.Ma che fine fanno i postini fedifraghi? Vengono puniti o no? «Dubito che alla fine vengano licenziati», dice il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, «perché è molto difficile dimostrare il responsabile del disservizio. Molti poi giocano allo scaricabarile e il risultato alla fine è quello di una sostanziale impunità per tutti». Non è d’ accordo Rosario Trefiletti di Federconsumatori: «Mi risulta che l’ azienda controlli i suoi dipendenti punendoli quando sbagliano», spiega, «in ogni caso, quando ci sono postini che gettano la corrispondenza per pigrizia o sciatteria è giusto che vengano presi provvedimenti severi, se il caso anche il licenziamento visto che i danni arrecati ai cittadini sono notevoli come dimostrano le centinaia di segnalazioni che riceviamo». Spesso, infatti, tra la posta non consegnata o gettata via finiscono bollette, richieste di pagamento, comunicazioni importanti come i moduli per l’ iscri zione a concorsi pubblici. Da Poste Italiane assicurano che è difficile sfuggire ai controlli. «Tutta la corrispondenza è tracciata», sottolinea Agostino Mazzurco dell’ ufficio comunicazione, «per cui gli uffici preposti al controllo sanno perfettamente quando arriva dal centro distribuzione e poi viene smistata per la consegna». L’ iter seguito per chi distrugge la posta, invece, è più complesso. All’ inizio scatta la denuncia penale per sottrazione di corrispondenza, poi si va a giudizio per arrivare, infine, a una sentenza. Se è di colpevolezza, il postino a quel punto viene licenziato, mentre in attesa del pronunciamento del giudice l’ azienda lo sospende dal servizio. «Sul caso di Roma stiamo facendo ancora accertamenti», spiegano dall’ azienda, «anche se le dichiarazioni del portalettere sembrano abbastanza chiare». Al di là dei casi specifici, però, in molte città come Roma e Milano i disservizi postali sono ormai diventati cronici. Raccomandate accumulate nei magazzini, interi quartieri che ricevono la posta ogni due settimane, pacchi abbandonati in strada. Il tutto condito ovviamente dalle proteste inferocite dei cittadini come è accaduto l’ anno scorso a Milano. In molte regioni la distribuzione era stata appaltata ad aziende private con risultati disastrosi per cui Poste Italiane alla fine ha dovuto fare subito marcia indietro, revocare gli appalti e riaffidare le consegne al proprio personale. Da settembre, peraltro, il postino cambia vita: settimana corta, turni fino a sera e niente consegna di sabato. Sperando che bollette e telegrammi scivolino nelle bucalettere e non nell’ immondizia.

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