18 Settembre 2003

I portafogli restano aperti



IMOLA – Niente cappuccino e cornetto al bar, cinema e pizzeria. Tutto per salvare il portafoglio dalle continue stangate sui prezzi. Era l?obiettivo della grande alleanza fatta da Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori e del cosiddetto terzo sciopero della spesa che l??Intesa? aveva indetto ieri in tutta Italia. Ma Imola, questa volta, è andata per la sua rotta. Niente a che vedere con la contrazione registrata un po? dappertutto, compreso Bologna dove, in base alle rilevazioni, i consumi si sono ridotti del 40%. Imola ha viaggiato in controtendenza. Almeno sul fronte alimentare. Morale, i supermercati (utilizzati anche dalle associazioni come ?arteria? per misurare il polso ai consumatori) si sono accorti a fatica dello sciopero. Tutto ok, tranne all?Ipercoop dove qualche cliente, in mattinata, le braccia le ha incrociate per davvero. ?Rispetto alla solita media di vendite e affluenza – fa il punto il direttore Giuseppe Sopranzetti -, c?è stata una leggera adesione. Ovviamente niente di macroscopico, e in ogni caso il bilancio sarà più preciso nei prossimi giorni. Comunque, come azienda non possiamo non esprimere la nostra contrarietà a questa iniziativa. Fare ?sciopero? contro la grande distribuzione non è giusto considerando che siamo tra i pochi a fare sforzi per frenare l?inflazione?.Shopping normale in tutti gli altri punti. ?Siamo in linea con gli altri giorni della settimana?, commenta il direttore del Famila, in via Pirandello. Idem al Marrpiù-Vip Discount, in via Turati. ?Una giornata normalissima – precisa il direttore Francesco Saladino -. Lunedì avevamo avuto un?affluenza più alta del solito e per questo mi aspettavo una flessione per oggi (ieri). Invece l?incasso è stato quello solito?.Al Superal, il punto del gruppo Pam, in via Zello, l?Intesa dei consumatori non ha raccolto un granché. Anzi. ?Abbiamo venduto più di altri giorni – conferma il direttore Claudio Giacometti -. Abbiamo il dato costantemente aggiornato e alle 13 di oggi (ieri) avevamo incassato più di martedì scorso. La gente non è sprovveduta. Penso che abbia capito che il vero problema non siamo noi. Chi genera l?aumento dei prezzi sono i grossisti. I supermercati fanno continue promozioni e sono costretti a giocare al ribasso per farsi concorrenza tra di loro?.Fin qui la grande distribuzione. Ma lo sciopero, a quanto pare, è stato un flop anche al mercato ortofrutticolo. ?Nella maniera più assoluta. Il mercato era pieno come al solito – conferma Sauro Ferri, produttore e venditore nell?area dell?Osservanza -. E? vero. Dietro gli aumenti ingiustificati ci sono i grossisti. Sono loro che spesso tengono fermi merci e prodotti per alzare i prezzi. E questo ormai i consumatori l?hanno capito?.E ieri sullo sciopero della spesa è intervenuta anche la direzione regionale di Confesercenti. ?L?andamento dello sciopero che non ha avuto grandi riflessi dimostra che evidentemente i consumatori non identificano i commercianti come i principali nemici da combattere, ma hanno compreso che essi rappresentano solo l?ultimo anello della filiera distributiva, che subisce, più che determinare l?aumento dei prezzi. Per questo Confesercenti Emilia-Romagna ritiene invece più utile un approccio costruttivo al problema ricercando una collaborazione tra commercianti e consumatori per dar vita ad iniziative capaci di dare un contributo al rilancio dei consumi?.




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