8 Dicembre 2010

I ponti col caro benzina

Segue da pagina 1 al giorno, facendo tornare il petrolio ai livelli di due anni fa. La partita si chiuderà solo quando disporremo di energie alternative. Ma l’ aumento di questi giorni è anche la rappresentazione della crisi greca e irlandese nelle tasche degli italiani. Il rialzo, infatti, dipende anche dalla svalutazione dell’ euro e dalla speculazione finanziaria: banche d’ investimento e Fondi internazionali scommettono sul rialzo o sul ribasso del greggio a seconda di come va l’ economia mondiale. C’ è poi l’ anomalia italiana. I prezzi della benzina nel nostro Paese sono più alti della media europea. Colpa delle tasse e della rete di distribuzione, meno efficiente della media del Vecchio Continente. Concludiamo, segnalando un aspetto francamente discutibile dei rincari: avvengono tutti alla vigilia degli esodi estivi o dei ponti pasquali e natalizi. L’ Unione petrolifera smentisce che ci sia una correlazione, ma il Codacons calcola una stangata da 25 milioni di euro in più rispetto al 2009 per chi sarà in viaggio per il ponte dell’ 8 dicembre. Il ministero dello Sviluppo economico sta studiando un riforma: il 15 dicembre ci sarà un incontro tra consumatori, rappresentanti del settore petrolifero e governo (ma siamo all’ indomani della fiducia: ci sarà ancora il governo?). Allo studio la riorganizzazione della rete delle pompe di benzina e gasolio, l’ apertura alla grande distribuzione, il blocco settimanale degli aumenti dei prezzi, l’ abolizione dal prezzo della cifra relativa ai millesimi di euro. I soliti pannicelli caldi. Le tasse pesano per oltre il 58% sul prezzo dei carburanti: se i prezzi salgono, lo Stato ci guadagna con le accise. Sarà difficile che rinunci a una tale fonte di gettito. Perché dovrebbe rinunciare a questa gallina dalle uova d’ oro? nascosto –>
 

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